La Quintana torna al centro del dibattito sul benessere animale. A intervenire è la Lega Anti Vivisezione (Lav), che all’indomani della Giostra del 2 agosto ribadisce la propria contrarietà all’impiego dei cavalli nella competizione. Nel mirino dell’associazione, in particolare, ci sono le condizioni nelle quali gli animali sono chiamati a gareggiare, considerando anche le temperature elevate che caratterizzano tradizionalmente i primi giorni di agosto.
«Nel 2026 non è più accettabile mettere a rischio i cavalli per uno spettacolo», è la posizione espressa dalla Lav attraverso la responsabile per le Istituzioni delle Marche, la dottoressa Maria Aquila. L’associazione sottolinea come i cavalli siano particolarmente sensibili allo stress fisico e ambientale e considera la corsa ad alta velocità lungo un percorso cittadino, davanti a migliaia di spettatori, una situazione potenzialmente rischiosa. Con tutta probabilità, la scintilla che ha riacceso il fuoco del dibattito è stata la caduta di Luca Innocenzi (Porta Solestà) che, comunque, fortunatamente, non ha provocato conseguenze fisiche né per il fantino né per l’animale.
Cadute, traumi, fratture e altre lesioni sono i pericoli evidenziati dalla Lav, che pone l’accento anche sulle temperature registrate nei primi giorni di agosto. «Un’attività fisica così intensa, svolta in condizioni di caldo, può aumentare lo stress termico e incidere negativamente sulla salute dei cavalli», sostiene l’associazione, auspicando che i controlli veterinari vengano effettuati anche nelle fasi successive alla manifestazione.
La Lav non mette in discussione il valore storico e culturale della rievocazione, ma chiede di aprire una riflessione sul futuro della manifestazione. «Nessuna tradizione può prescindere dal rispetto e dalla salvaguardia degli animali», sottolinea Aquila, secondo la quale anche le rievocazioni storiche dovrebbero evolversi seguendo la crescente attenzione della società nei confronti del benessere animale.
Da qui l’appello rivolto a istituzioni, organizzatori ed enti competenti affinché vengano valutate soluzioni alternative all’impiego degli animali nelle competizioni. L’obiettivo indicato dalla Lav è quello di conservare il patrimonio storico e identitario della Quintana senza esporre i cavalli a situazioni considerate potenzialmente pericolose.
«Il progresso di una società si misura anche dalla sua capacità di conciliare la tutela delle tradizioni con il rispetto degli animali», conclude Aquila, indicando nella cultura, nell’informazione e nella conoscenza della storia possibili strumenti per valorizzare l’identità del territorio. «Gli animali non devono essere più considerati, come nei secoli passati, strumenti di intrattenimento e mezzi usati dall’uomo per dimostrare la propria forza e destrezza».
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