Andrea Nobili

 

«Le condizioni climatiche e la crisi idrica rendono molte specie animali particolarmente vulnerabili. Autorizzare la preapertura della caccia, come sta per avvenire, significa non tenere sufficientemente conto delle condizioni attuali degli ecosistemi e della fauna selvatica. La Giunta Acquaroli sta compiendo un grave errore».

 

La critica è di Andrea Nobili, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale, in vista dell’avvio della stagione venatoria 2026-2027 nelle Marche.

«Il calendario approvato dalla Regione stabilisce l’avvio della stagione il 5 settembre. Nei giorni 5, 6, 9, 12 e 13 settembre sarà consentita in preapertura la caccia a colombaccio, germano reale, alzavola e marzaiola, mentre il 12 e 13 settembre sarà cacciabile anche la quaglia», spiega il capogruppo regionale di Avs.

«Sono giorni in cui la scarsità d’acqua può rendere la fauna più vulnerabile e, in particolare, può spingere gli uccelli acquatici a concentrarsi nelle poche aree umide che conservano condizioni idonee. Stiamo vivendo una situazione di forte stress idrico, con un calo delle portate di fiumi e fossi che la stessa Regione ha certificato almeno nella provincia di Pesaro e Urbino. In queste condizioni sottoporre la fauna anche alla pressione venatoria rischia divenire un ulteriore fattore di stress per ecosistemi già in difficoltà», afferma Nobili.

A indicare la necessità di particolare cautela in condizioni di siccità è anche l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. «In occasione di precedenti gravi crisi idriche, Ispra ha sottolineato come il deficit idrico possa rendere la fauna selvatica particolarmente vulnerabile. L’Istituto ha inoltre indicato come misura prudenziale, la sospensione della caccia da appostamento, che può avvenire in corrispondenza dei punti di abbeverata dove gli animali convergono – aggiunge Nobili –. Per gli anatidi e gli altri uccelli di palude Ispra ha inoltre indicato l’opportunità di posticipare l’apertura della stagione venatoria all’inizio di ottobre».

«Il problema idrico è certificato anche dalla stessa Regione, che a fine luglio ha disposto lo stop ai prelievi dai corsi d’acqua superficiali della provincia di Pesaro e Urbino dal 5 agosto al 30 settembre, motivandolo con la persistente siccità e con la necessità di salvaguardare gli ecosistemi fluviali – prosegue Nobili –. È difficile spiegare perché, nello stesso periodo in cui si limita il prelievo d’acqua per proteggere gli ecosistemi, non si ritenga necessario almeno rivalutare anche la pressione venatoria sulla fauna».

«Chiediamo quindi alla Giunta regionale di acquisire immediatamente da Ispra una valutazione aggiornata sulle conseguenze delle attuali condizioni climatiche e del deficit idrico sulla fauna marchigiana. In queste condizioni ambientali, la preapertura previste a partire dal 5 settembre non è una scelta opportuna. Quando cambiano le condizioni ambientali, devono cambiare anche le regole necessarie a tutelare gli equilibri degli ecosistemi e a disciplinare l’attività venatoria».

 

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