
(foto Andrea Vagnoni)
La vittoria del suo Ascoli contro l’Avellino vale dieci punti in cinque partite, ma nel post partita l’analisi di Francesco Tomei va ben oltre il risultato: «Bella vittoria, mi prendo volentieri i complimenti. Oggi voglio dire bella soprattutto perché i ragazzi hanno una grande anima e un grande carattere. L’Avellino nel primo tempo ci ha messo in difficoltà, non siamo partiti bene e abbiamo subito un po’ la loro aggressività. Piano piano abbiamo capito cosa fare: tra il primo e il secondo tempo abbiamo modificato alcune cose. Nella ripresa abbiamo fatto una grandissima partita, da squadra che sa quello che vuole. Mi ha colpito per l’ennesima volta l’animo dei ragazzi, al di là dell’aspetto tattico, tecnico e fisico».
Il tema del carattere torna con forza: «Oggettivamente non era semplice stare sotto. Riprendere la partita non era semplice. Mi piace perché lo abbiamo fatto col nostro DNA, e questo per me è ancora più soddisfacente. Ci siamo fatti sorprendere all’inizio un po’ impreparati — abbiamo sbagliato qualche uscita semplice — ma pian piano abbiamo letto meglio la situazione e siamo stati bravi nel capire come uscirne. Nel secondo tempo è stato fatto tutto molto bene. Mi hanno fatto emozionare, e questa per me è una grande cosa».
Sul protagonista della serata, Andrea Silipo, Tomei non si sorprende: «Ha fatto bene. L’ho già detto e lo ripeto: quest’anno sarà così. Può capitare che a livello strategico occorra un tipo di giocatore piuttosto che un altro. Ma Silipo sa fare la differenza quando viene chiamato in causa».
Alla prima da titolare anche Brunori ha convinto: «Matteo ha fatto benissimo. È un giocatore importante, era alla sua prima da titolare e ci darà una grande mano. Ma io sottolineo sempre una cosa: tutti sono entrati benissimo. Questo fa parte di una squadra che può competere».
Capitolo cambi, che ancora una volta hanno inciso in modo determinante: «Questa è la realtà: il calcio è cambiato dai cinque cambi in poi. La differenza spesso e volentieri la fanno i subentrati, ma per noi è un ripetersi rispetto all’anno scorso. Chi è entrato ha dato oggettivamente una spinta in più. Questo deve essere per noi la normalità. I giocatori sono tutti importanti. Il merito è tutto dei ragazzi: sono loro che vanno in campo. Io posso dare compiti e suggerimenti, ma a svolgere tutto sono loro».
Una battuta anche sull’episodio del gol del 2-1 di Silipo, arrivato mentre l’Avellino era in dieci per l’espulsione di un componente dello staff di Nesta: «Sicuramente è una situazione che ti avvantaggia, ma fa parte delle regole e bisogna essere pronti a tutto. Un domani potrà accadere anche a noi: bisogna rimanere attenti e serrare i ranghi in quelle situazioni».
Chiusura sulla sosta, con la consueta ironia: «Mi riposo un po’… Si approfitterà per continuare a lavorare e per mettere a posto tutti fisicamente. Questo risultato ci dà la possibilità di affrontarla col sorriso e con la serenità giusta».

(foto Andrea Vagnoni)
SILIPO – «Sono contentissimo perché oggi era importante vincere. Adesso abbiamo tre settimane in cui dobbiamo stare fermi ed era importantissima portarla a casa. Oltre ai gol ho aiutato la squadra e fatto quello che dovevo fare. L’intesa con Brunori? Con Matteo ci ho giocato già a Palermo, è un ragazzo straordinario. Abbiamo attaccanti fortissimi per la categoria. I tifosi sono qualcosa di eccezionale, io l’ho già vissuto l’anno scorso e so quello che ci danno. Mio il primo gol sotto la Sud? Ci ho pensato, sono orgoglioso di questo. I commenti del mister su di me? Aveva ragione, dopo la prima partita a Verona ho avuto un paio di gare in cui non sono riuscito a incidere, ma ho sempre dato tutto».
NESTA – «Dobbiamo imparare a rimanere dentro la partita quando arrivnao i problemi. Le partite sono lunghe, dopo 1-1 ci siamo un po’ demoralizzati e questa cosa non deve più succedere. Peccato perché il primo tempo era stato fatto molto bene, sapevamo di doverli aggredire. Un episodio non può comprometterci una partita. Non credo che abbiano inciso i cambi, non penso sia stata una questione fisica ma più mentale. L’avversario lo avevamo domato nel primo tempo, un avversario che ha sempre dato fastidio a tutti. Nel primo tempo difficoltà non ne ho viste, avremmo potuto anche fare qualcosa in più. Dopo Palermo ho detto che quella di oggi era la partita più difficile».













