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Ospedale unico, è scontro Celani-Castelli
Il consigliere regionale: «I sindaci
si pronuncino subito su dove farlo»

SANITA' - Tutti d'accordo sull'obiettivo finale ma non sul percorso. Per il primo cittadino è pregiudiziale l'istituzione dell'Azienda Ospedaliera Marche Sud. Ceriscioli attende il pronunciamento del Piceno     
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di Franco De Marco

L’obiettivo è comune, arrivare alla costruzione dell’ospedale unico del Piceno, ma il percorso divide  il consigliere regionale Pietro Celani e il sindaco di Ascoli Guido Castelli entrambi di Forza Italia. Il primo chiede che la Conferenza dei sindaci si pronunci al più presto sulla localizzazione come richiesto anche dal presidente della Regione Luca Ceriscioli. Il secondo, invece, forte anche del documento approvato all’unanimità dal Consiglio comunale nella sua ultima seduta, pone come condizione indispensabile che prima sia istituita l’Azienda Ospedaliera Marche Sud poi sarà la Conferenza dei sindaci a dare l’indicazione su dove costruire.

Piero Celani

Questa diversità di impostazione rischia di allungare ancora i tempi. «Mi auguro che i primi cittadini dell’area vasta 5, ed in particolare quelli di Ascoli e San Benedetto, – afferma Celani neo vice presidente del Consiglio regionale – in tempi brevi convochino la Conferenza dei sindaci in cui auspico una ritrovata unità di intenti. Si impegnino, insieme ai colleghi dell’Area Vasta n. 5, a trovare una soluzione quanto più possibile condivisa che getti le basi di una sanità picena in grado di dare risposte ottimali ai nostri concittadini in un futuro più prossimo possibile». Lancia un invito molto preciso. «E’ pur vero che nel lontano 16 dicembre 2011, – continua Celani – la Regione Marche con la deliberazione consiliare n.38, al fine di ridurre l’allora (e l’attuale) frammentazione della rete ospedaliera, definì le linee di intervento che dovevano condurre al progetto di gestione integrata sperimentale tra l’ospedale di Ascoli e quello di San Benedetto, nel contesto dell’Area Vasta n. 5, propedeutica all’istituzione dell’azienda ospedaliera Ospedali Riuniti Marche Sud. Da quel dì però nulla è stato fatto. Allora si inizi a localizzare il nuovo ospedale secondo i criteri del decreto Balduzzi, si chieda alla Regione quali e quante risorse ci sono per realizzarlo, cessi, quindi la gestione integrata sperimentale dei due ospedali, per costituire così l’Azienda Ospedaliera Marche Sud, costituita dal nuovo ospedale e dai due presidi sanitari di Ascoli e San Benedetto. A questo punto la palla passerebbe alla Regione e di contro sarebbe un bel segnale che la Politica dà al territorio con la fine di un inutile e sterile campanilismo che almeno nella sanità non ha ragione di esistere».  «Occorre che la Conferenza dei sindaci  – insiste Celani  – restituisca il primato della politica su anonimi software e individui un sito dove far sorgere il nuovo ospedale, e con questa proposta, confrontarsi poi con la Regione». «Ospedali unici avanti tutta. – fa sempre notare il consigliere regionale – La strategia regionale mirata alla costruzione di ospedali unici, uno per Provincia, prosegue di buona lena. Anche Fermo avrà il suo nuovo nosocomio. Sorgerà a Campiglione ed è stato appena aggiudicato l’appalto per 60 milioni. A Macerata sorgerà alla Pieve così come, a Pesaro, a Muraglia. Avanti tutta quindi, ma … fino a Fermo. Il Piceno, infatti, non dà segni di vita. Tutto tace, meglio, tacciono tutti. Sembrano così lontani i tempi delle polemiche su dove si dovesse far sorgere il nuovo ospedale unico del Piceno. Campolungo? Pagliare? Centobuchi? O chissà dove. Ora il rischio che a scegliere la località ci penserà un algoritmo, quello che usa la Regione per individuare il sito, diventa sempre più concreto, perché la politica picena sembra che abbia fatto un passo indietro e tace quando invece dovrebbe parlarne in Conferenza dei sindaci. Il problema è estremamente importante per essere lasciato alla soluzione individuata da un software. Riguarda la nostra salute, la salute dei Piceni, perché a farne le spese saranno proprio loro, costretti a peregrinare di ospedale in ospedale, fuori area vasta».

 


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