Di Francesco all’apertura della sede ascolana del Pd (foto Vagnoni)

di Renato Pierantozzi

Sambenedettese, 45 anni, laureato in Scienze Politiche, un figlio, libero professionista nel campo del marketing e della comunicazione: dopo 6 anni al vertice del Pd provinciale ora tenta la scalata a Roma, alla Camera. Tocca ad Antimo Di Francesco  raccogliere l’eredità del deputato uscente Luciano Agostini non ricandidatosi per scelta propria.

Di Francesco in una campagna elettorale così breve si riesce a trasmettere il proprio programma alla gente?
«Noi del Partito Democratico non soffriamo questo problema più di tanto: siamo l’unica formazione che fa politica anche al di fuori della campagna elettorale, il nostro programma si costruisce giorno per giorno, con l’aiuto dei cittadini e dei nostri iscritti e simpatizzanti. Vorrei ricordare, a tal proposito, che siamo il partito con la base militante più ampia, nel panorama italiano. Questo ci porta spesso a discutere tra di noi, ma allo stesso tempo ci arricchisce e ci rende l’unica forza di governo credibile in campo. Il problema di trasmettere il programma alla gente mi sembra riguardi più gli altri, si tratta di formazioni che esistono solo in campagna elettorale, il Pd invece è presente tutti i giorni».
Tra populismi e fake news, il Pd come sta cercando di veicolare gli ultimi 5 anni di governo nazionale?

Antimo Di Francesco

«Purtroppo quella delle fake news è una piaga. Qualche tempo fa l’ex presidente di Twitter Evan Williams ha detto che con internet è andato tutto storto, perché da veicolo di democrazia e libertà la rete è diventata una zona franca per le notizie più incredibili e diffamatorie. Noi cerchiamo di essere una forza responsabile che non prende in giro i cittadini. I risultati che abbiamo raggiunto come forza di governo, spesso e volentieri, sono stati messi in dubbio in maniera scorretta, diffondendo bufale e informazioni false. Dispiace perché a rimetterci non è tanto il Partito Democratico, quanto l’intero dibattito politico, che spesso appare surreale. Ed è normale, purtroppo, che i cittadini ne siano delusi, disaffezionati, distanti. Uno dei nostri obiettivi è proprio quello di riavvicinare i cittadini alla politica, siamo sempre a disposizione per quello. Lo voglio ripetere: noi esistiamo sempre, non solo in campagna elettorale».

Ricostruzione e sviluppo occupazionale, la ricetta di Di Francesco in caso di elezione?
«Abbiamo varie ricette, come quella di estendere una misura universale di sostegno, a partire da 80 euro al mese per ogni figlio fino ai 18 anni. E ancora: vogliamo ridurre il cuneo contributivo di 4 punti dal 33% al 29%, perché così il lavoro a tempo indeterminato costerebbe di meno, la riduzione ulteriore dell’Ires fino al 22% , rendere strutturale il credito d’imposta per spese in ricerca e sviluppo. Un’altra delle nostre proposte, dopo che abbiamo già abolito i CoCoPro, è di istituire un salario minimo legale per combattere i lavori sottopagati. Poi abbiamo in programma di fare un reddito base di emancipazione, ovvero una detrazione di 150 euro mensili fino ai 30.000 euro di reddito per agevolare chi vuole andare via di casa prima dei 30 anni. Sono tutte ricette fattibili, che non prevedono fantasie contabili come quelle della destra e del Movimento Cinque Stelle. Penso alla cosiddetta flat tax proposta dalla Lega: una tassazione fissa può fare gola a molti, ma poi bisognerebbe fare i conti con l’interruzione di tantissimi servizi pubblici, oppure con una finaziaria in deficit: un’autentica follia. Noi del Pd abbiamo fatto molto in questi anni e l’Italia pian piano è ripartita, adesso vogliamo fare ancora di più’. Il nostro programma 100 cose fatte e 100 cose da fare , impegni concreti e realizzabili»

Le casette ad Arquata

Ad Ascoli il clima tra i vertici istituzionali del Pd e il sindaco Castelli è parecchio teso, non è il caso di stemperare un po’ la situazione?
«Questa domanda andrebbe fatta a Castelli, che forse dimentica troppo spesso di essere un importante rappresentante delle istituzioni. Dovrebbe assumere un profilo più responsabile ed equilibrato per il bene del territorio essendo sindaco della città capoluogo ed invece non fa altro che dividere ed alimentare conflittualità e litigiosità a danno di tutto il territorio»

Il primo impegno in caso di elezione a Roma.
«Senza dubbio il primo impegno riguarderà il lavoro, priorità assoluta.
Il Piceno è diventato area industriale di crisi complessa, e questo ci può aprire un universo di possibilità. È uno strumento nuovo ed importante per il rilancio del sistema economico ed occupazionale, investimenti produttivi a carattere innovativo, riqualificare le aree, formare capitale umano, riconvertire la zona industriale, recuperandola da un punto di vista ambientale e di efficientamento energetico. Poi proseguiremo nel nostro impegno a favore delle aree terremotate: il territorio della montagna non deve solo essere ricostruito, ma deve autenticamente rinascere e diventare una delle zone all’avanguardia del Piceno».

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