di Franco De Marco

Emanuela Di Cintio, di Spinetoli, rappresenta il ricambio generazionale nel Pd del Piceno. Ha compiuto 40 anni nello scorso luglio e solo per pochi mesi si è potuta candidare al Senato (collegio uninominale). Per la ripresa dello sviluppo nel Piceno punta sul turismo e in ulteriori aiuti alle piccole e medie imprese, proseguendo nella politica del Governo, per favorire le assunzioni.

Emanuela Di Cintio

Single, laureata in Filosofia all’Università di Macerata, vincitrice di concorso, è insegnante nello Scuola per l’infanzia di Colli (Istituto comprensivo Falcone e Borsellino) dopo un breve periodo ad Amatrice. Segretaria del Circolo Pd di Spinetoli, fa parte della direzione e della segretaria provinciale dei Dem ed è anche portavoce dei Circoli.

Lei è il volto nuovo del Pd. Come si sente in questo ruolo? Quante
probabilità ha di essere eletta
?

«Sì, sono il volto nuovo del Pd. Non sono mai stata candidata. Il mio partito provinciale, attraverso la consultazione degli iscritti, mi ha dato una grandissima opportunità. Sono felicissima. Inizialmente ero un po’ spaventata ma poi, essendo una persona molto determinata, ho raccolto con impegno e dedizione questa sfida. Sto cercando di ripagare la fiducia che il partito ha riposto in me, girando su tutti gli 82 Comuni del mio collegio, presentandomi e facendo conoscere il nostro programma. I riscontri sono molto positivi. Le probabilità non mi interessano, tutto può accadere: io punto a dare tutto ciò che posso e a trasmettere il mio entusiasmo alle persone che incontro ogni giorno. È il contatto con tutti loro che mi appassiona, mi stimola ad andare avanti e a crederci fino in fondo».

Qual è il principale punto programmatico della sua eventuale presenza alla
Camera?
«Sicuramente il lavoro e la formazione».

Nei confronti di Ascoli e del Piceno quali sono i tre impegni-proposte
legislativi che si sente di prendere con gli elettori?
«Mi impegnerò su tre fronti che per me sono determinanti per la rinascita del territorio: lavoro, scuola/cultura, aiuto alle famiglie e alle persone non autosufficienti».

Che idea si è fatta dei suoi avversari leggendo i programmi elettorali? Chi
teme di più?

«Non temo nessuno in particolare, sono sicura che il programma del Pd sia l’unico in grado di proseguire il grande processo di riforme avviato negli ultimi anni.

Di Cintio

Abbiamo tirato fuori il Paese dalla crisi in cui Berlusconi (lo stesso che oggi propone ricette miracolose) lo aveva fatto sprofondare, costringendoci ad un governo tecnico, e l’alternativa del Movimento 5 Stelle mi sembra inconsistente, poco credibile e soprattutto troppo costosa. Tutti possono essere bravi a promettere, la differenza sta nella concretezza e nella fattibilità degli impegni presi. Tra noi e gli altri non c’è partita. Agli scettici consiglio di leggere i rispettivi programmi».

Come giudica l’azione del Governo e della Regione Marche nei confronti delle popolazioni terremotate e quali correttivi suggerisce?

«La Regione Marche ha fatto moltissimo nei confronti delle popolazioni terremotate. Innanzitutto assicurando la presenza sul territorio e affiancando con costanza e spirito di collaborazione le Amministrazioni coinvolte. Riporto per completezza alcuni dati. Area di crisi complessa: stanziati 32 milioni di euro ai quali sono stati aggiunti 5 milioni di fondi Fesr (per investimenti produttivi inferiori a 1,5 milioni) e 29 milioni messi a disposizione dal Mise (per quelli superiori a 1,5 milioni) con l’obiettivo di far ripartire il lavoro e la produzione. Per quanto riguarda l’edilizia scolastica sono stati già assegnati 510 milioni ai Comuni per costruire nuove scuole o adeguarle sismicamente. E si aggiungeranno altri 40 milioni per il prossimo triennio. Credo sia opportuno rimanere vicino ai territori e continuare a lavorare in questa direzione».

La sua ricetta per far ripartire lo sviluppo nel Piceno?
«Proseguire con gli aiuti alle piccole e medie imprese per motivare e sostenere le aziende ad incentivare le assunzioni. Possiamo ripartire solo dal lavoro».

Ritiene che ad Ascoli e nel Piceno manchi un grande evento culturale
identitario, come in tante altre città delle Marche, in grado di attirare
un movimento turistico di numeri significativi?

«Nel nostro programma è dato particolare rilievo al turismo considerato come un’importante opportunità di sviluppo per il nostro territorio.

Il teatro Filarmonici

Le priorità non sono singole iniziative ma: a) destagionalizzazione del turismo, b) aggiornamento delle procedure di prenotazione e dei siti web, c) offerte di itinerari che allunghino i soggiorni, d) riqualificazione e ristrutturazione degli alberghi e delle strutture ricettive in generale (fondi impresa 4.0)».

Oggi esiste un concreto rischio di ritorno ad ideologie e comportamenti fascisti e razzisti?

«Solo se alimentato da atteggiamenti irresponsabili e fuori luogo di chi ogni giorno semina odio e disprezzo, verbalmente e sul web».

Quanto spende per questa campagna elettorale?

«Spendo quello che posso: come già detto, per me è importante farmi conoscere ed essere presente nei territori. Il passaparola e i feedback delle persone che incontro sono molto più efficaci di qualsiasi tipo di pubblicità più costosa. Io punto a questo. Quindi sto conducendo la campagna elettorale in “economia”, ma non risparmiando assolutamente sull’impegno».

E’ favorevole alla realizzazione della ferrovia Ascoli-Antrodoco per collegare l’Adriatico al Tirreno?

«Il Pd delle aree interne della Provincia di Ascoli ha già redatto un documento al riguardo che condivido pienamente. La volontà di realizzare la ferrovia Ascoli-Antrodoco c’è e, dopo aver ottenuto 211 milioni di euro per la Salaria, sarebbe un altro importante obiettivo da raggiungere».

 

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