Se l’uscita di scena, pre natalizia, dell’assessore Michela Fortuna era stata quasi “dimenticata” dall’opinione pubblica e forse dallo stesso sindaco alle prese con la campagna elettorale, ora l’addio alla giunta annunciato da Giorgia Latini impone a Castelli di rimettere mano al puzzle delle deleghe. La legge sulle quote rosa è chiara, non ammette ignoranza come tutte le norme e “costringe” i Comuni di avere almeno il 40% di rappresentanza femminile nella squadra di governo. L’ultimo caso di amministrazione che si è messa in regola è stata quella di Porto San Giorgio, finita anche di fronte al Tar Marche per il mancato rispetto della parità di genere.

Ferretti e Castelli
Tornando in città, con l’addio della Latina l’unica donna “superstite” resta il vice sindaco Donatella Ferretti insieme a 6 colleghi uomini (Gibellieri, Filiaggi, Silvestri, Lattanzi, Brugni e Tega). Alla vigilia si ipotizzava (e forse il sindaco ci sperava) una presenza “part time” della neo deputata salviniana all’interno dell’esecutivo comunale per arrivare dolcemente al termine della legislatura senza scossoni. Ma così non sarà viste le dichiarazioni ufficiali dei leghisti ascolani. Anzi il partito di Salvini, forte del primo posto nella coalizione di centrodestra, potrebbe non “accontentarsi” della sola sostituzione della Latini, ma chiedere ad esempio un’altra casella in giunta. Sul fronte dei nomi, in questo caso, il cambio potrebbe essere più facile visto che la Lega è un partito in carne ed ossa e non si è dissolto come il Nuovo Centrodestra con cui era stata eletta la Fortuna. Proprio la mancanza di una formazione politica nel caso della farmacista di Mozzano, ha reso più difficile il rimpasto per lo stesso Castelli aprendo la strada a più di una pretesa soprattutto nella pattuglia “rosa” eletta in Consiglio comunale.
R.P.