Controlli nel Piceno: irregolari tre esercizi pubblici e un lavoratore in nero nei locali di intrattenimento

L'ISPETTORATO del lavoro mette nel mirino due pasticcerie e un bar. Nel corso delle verifiche sono stati controllati complessivamente 25 lavoratori, 12 nel primo esercizio e 13 nel secondo
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Il personale ispettivo dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Ascoli-Fermo è stato impegnato in una serie di attività di vigilanza in alcuni comuni del Piceno, con controlli mirati in diversi settori economici.

 

Le ispezioni hanno interessato in particolare esercizi pubblici e locali di intrattenimento, con il coinvolgimento, in alcune operazioni, anche dei militari del Nucleo ispettorato del lavoro e di altre amministrazioni competenti.

 

Per quanto riguarda gli esercizi pubblici, sono stati controllati complessivamente tre locali – due pasticcerie e un bar – tutti risultati irregolari. All’interno delle tre attività sono stati individuati tre lavoratori in nero su un totale di sette persone presenti al lavoro. Nei confronti delle due pasticcerie è scattata la sanzione aggiuntiva della sospensione dell’attività imprenditoriale, dal momento che in entrambi i casi è stato accertato un lavoratore in nero su tre addetti. Per il bar, classificato come microimpresa, è stata invece contestata la maxi sanzione prevista per l’impiego di lavoro irregolare.

 

I controlli hanno inoltre riguardato i locali di intrattenimento della provincia, nell’ambito di un’attività di vigilanza rafforzata disposta a livello nazionale dal Ministero dell’Interno, in seguito alla tragedia di Crans-Montana e su input della Prefettura. Le ispezioni sono state condotte dagli ispettori ordinari e tecnici dell’Itl insieme al personale della Questura e del Comando provinciale dei Vigili del fuoco.

 

Nel corso delle verifiche sono stati ispezionati due locali, all’interno dei quali sono stati controllati complessivamente 25 lavoratori, 12 nel primo esercizio e 13 nel secondo. In uno dei casi è stata riscontrata la presenza di un lavoratore privo di regolare contratto di assunzione. Anche in questo caso il datore di lavoro dovrà corrispondere la maxi sanzione per lavoro nero.

 

L’attività di vigilanza, spiegano dall’Itl, rientra in un più ampio piano di controlli finalizzato alla tutela dei diritti dei lavoratori e al rispetto delle norme in materia di legalità e sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione ai settori considerati maggiormente esposti al rischio di irregolarità.


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