
Andrea Kabali a Roma
Andrea Kabali continua la sua grande traiettoria nel panorama delle Arti Marziali Miste europee. All’evento Cage Warriors 204, andato in scena l’11 aprile al PalaPellicone di Roma, il fighter di Castel di Lama del Team Icore Mma, classe 1998, ha firmato la sua quarta vittoria da professionista su quattro incontri. Un 4-0 per ora netto, costruito con intelligenza tattica, solidità tecnica e una maturità agonistica che, match dopo match, lo sta consacrando come uno dei prospetti più interessanti della scena italiana.
A guidarlo dall’angolo il coach Paolo Anastasi insieme a Luca Mele, figure centrali nella crescita del ragazzo. Dall’altra parte dell’ottagono c’era il favorito Nicolò “The Monkey King” Solli, 28 anni, atleta internazionale del Team Aurora Mma allenato dal noto Lorenzo Borgomeo. Un avversario tutt’altro che morbido, scelto peraltro short notice, che rappresentava un test significativo per valutare la reale dimensione di Kabali.

Andrea Kabali contro Nicolò Solli
L’INCONTRO – Nel match (che potete recuperare integralmente su YouTube cliccando qui) Kabali ha imposto immediatamente il suo ritmo, dimostrando una gestione dello spazio e delle distanze lucida e funzionale al gameplan preparato in palestra. Solli ha provato a indirizzare il confronto sul terreno della lotta nel primo round, cercando il takedown, ma è qui che si è vista la prima, grande differenza: la difesa di Kabali è stata impeccabile, neutralizzando il tentativo e ribaltando la situazione con tempismo e tecnica, portando l’azione a terra e prendendo il controllo. Da posizione dominante, Kabali ha iniziato un pesante e preciso ground and pound, alternando colpi al volto e al corpo. Il secondo round ha seguito un copione simile: ancora controllo, ancora superiorità nella fase grappling, ancora colpi significativi dalla top position. Solli, pur dimostrando resistenza e carattere, non è mai riuscito a invertire l’inerzia del match se non nel terzo round, quando, tornati in piedi, ha iniziato a trovare ritmo con una serie di calf kick particolarmente efficaci. Per Kabali è stato il momento più delicato dell’incontro, ma il fighter non si è disunito, ha gestito la pressione e in uno scramble ha trovato il colpo che ha cambiato definitivamente il volto dello scontro: una schivata con un potente gancio sinistro che ha mandato Solli al tappeto. Un knockdown netto, frutto di tempismo, freddezza e lettura perfetta della situazione.

Andrea Kabali con Paolo Anastasi e Luca Mele
LE PAROLE – Al termine del match, la soddisfazione del team era palpabile. «Andrea è stato impeccabile – ha dichiarato il coach Paolo Anastasi – Lucido, freddo, calcolatore, ha eseguito alla perfezione quanto preparato”. Il coach ha poi aperto uno scenario chiaro: l’obiettivo è un contratto stabile con Cage Warriors, trampolino di lancio privilegiato verso la Ufc. Un percorso ambizioso, ma tutt’altro che utopico, alla luce delle qualità espresse da Kabali.

La fine del match
«Questa esperienza mi ha lasciato sensazioni bellissime – racconta Kabali – Il percorso è stato lungo, duro, pieno di dubbi. Ma tutto è andato al suo posto nel momento giusto». Kabali ha poi sottolineato il valore del supporto ricevuto dalla famiglia, definita «carburante e speranza», agli amici, fino al team. «Non mi sono mai concentrato sulle statistiche – le sue parole – perché so che le persone che ho accanto avrebbero trovato un motivo per sostenere ed elogiare me e il mio team anche in caso di sconfitta. Anche se non faccio molte dediche, le persone che ho vicino sono la mia ricchezza più grande“. Per lui, verso Roma, partiti da qui oltre 40 sostenitori.
Kabali ormai non sembra più soltanto una promessa, ma una realtà concreta, in piena evoluzione. E se questo è il livello espresso contro un avversario del calibro di Solli, il futuro non può che essere guardato con grande, legittima ambizione.
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati