
La curva della Samb durante il derby casalingo contro l’Ascoli
Identificato dalla Digos e daspato per cinque anni un ultrà della Sambenedettese che, durante i minuti finali del derby perso in casa contro l’Ascoli, inneggiava il proprio settore a esporre una coreografia “di provocazione e minaccia” con un triste riferimento a Nazzareno Filippini, tifoso ascolano scomparso nel 1988 a 32 anni negli scontri dopo Ascoli–Inter.
Nei minuti immediatamente successivi al fischio finale di Samb-Ascoli 0-1, “numerosissimi tifosi sambenedettesi del settore curva nord – si legge nella nota della Questura di Ascoli Piceno – si rendevano responsabili del lancio e dell’accensione di fumogeni e bengala e dell’accensione di alcune ‘bombe carta‘ che provocavano forti deflagrazioni attuando una forma di protesta, a seguito della sconfitta della propria squadra, soprattutto contro i giocatori ospiti che stavano festeggiando la vittoria in campo”.

Alcuni dei fumogeni accesi dai tifosi durante il derby
È in questo contesto che si inserisce l’episodio incriminato: “Poco prima del termine dell’incontro, un tifoso della squadra locale, posto in piedi sulla balaustra e con il busto rivolto verso i tifosi, dava indicazioni con le proprie braccia per mettere in atto una ‘coreografia‘, ovvero l’esposizione di una quindicina di bandierine – si legge – raffiguranti la bandiera delle Filippine, riportante, sul lato destro, un asterisco con la lettera “i” maiuscola (*I). Tale gesto di provocazione e minaccia è da ricondursi al tifoso dell’Ascoli calcio Reno Filippini, deceduto nel 1988 a seguito dei violenti scontri avvenuti al termine di Ascoli–Inter.
Le attività della Digos – conclude la nota – hanno permesso di identificare il tifoso che coordinava tale ‘coreografia’ che è stato sottoposto a Daspo per 5 anni con obbligo di firma durante le partite della Sambenedettese“. Per lui, dunque, scatta la misura di prevenzione amministrativa, il divieto assoluto di accedere a tutte le manifestazioni sportive per il prossimo lustro.
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