
Andrea e Francesco
Architettura ad impatto zero, gli unici vincitori italiani del concorso internazionale sono studenti Unicam. Andrea Cinciripini e Francesco Liverotti, iscritti ascolani al corso di laurea magistrale in Architettura dell’Università di Camerino che ha sede in città, hanno trionfato nella categoria studenti dell’ultima edizione del premio “Architecture at zero”. Il concorso, giunto alla settima edizione, è promosso dalla Pacific gas and electric company (PG&E), dall’American institute of architects, California council (AIACC) e dalla State University di San Francisco, ed è stato concepito per trovare delle soluzioni architettoniche che rispondano agli obiettivi energetici stabiliti dalla California public utility commission (Cpuc). Lo scopo principale della commissione è infatti quello di portare tutte le nuove costruzioni residenziali ad energia zero entro il 2020, quelle commerciali entro il 2030. Ogni anno, sia il sito che la destinazione d’uso del nuovo edificio oggetto di concorso cambiano: il tema del 2017/18 riguardava la realizzazione di un nuovo centro espositivo e didattico ad uso del Romberg tiburon center, distaccamento dell’Università di San Francisco, da collocare sulle coste dell’omonima baia, al centro di una riserva naturale marittima.

“Renovatio”, il progetto presentato dagli studenti Unicam
«Navigando nel web – hanno dichiarato Andrea Cinciripini e Francesco Liverotti – abbiamo trovato questo bando di concorso che abbracciava appieno tutti gli ambiti di ricerca che avevamo intenzione di trattare nel nostro lavoro di tesi, ossia il risparmio energetico ed il basso impatto ambientale nei nuovi edifici, tematiche che crediamo saranno al centro della ricerca architettonica dei prossimi decenni». I due studenti hanno quindi presentato il concept denominato “Renovatio”, proprio a significare sia l’innovazione che l’intenzione di rinnovare l’attuale immagine del Tiburon center di San Francisco. L’edificio progettato, oltre ad essere ad energia zero, è anche paesaggisticamente ad impatto zero poiché prende forma dall’orografia del terreno. Tecnologia e struttura diventano strumenti per proteggere la natura minacciata dalle future trasformazioni ambientali dovute ai cambiamenti climatici. «Grazie alle competenze acquisite durante il corso di progettazione ambientale – hanno sottolineato i due studenti – siamo riusciti non solo a calcolare il fabbisogno energetico dell’edificio, ma anche ad individuare ed applicare strategie ambientali volte a ridurne notevolmente i consumi. La quantità minima di energia richiesta dal nuovo centro sarà fornita da fonti di energia completamente rinnovabile integrate nell’edificio e totalmente invisibili. Nella progettazione di questa nuova architettura abbiamo tenuto conto anche dell’aspetto paesaggistico integrandola totalmente con l’ambiente circostante e creando una perfetta fusione tra naturale ed artificiale. Il naturale si fonde totalmente con l’artificiale generando ciò che per noi si può definire “architettura naturalistica”». «Siamo naturalmente estremamente soddisfatti – hanno concluso – per l’esito più che positivo della nostra partecipazione al concorso, che per noi però non rappresenta un traguardo, ma solo l’inizio. Da qui alla laurea continueremo a sviluppare questa idea di progetto, anche grazie alla guida dei professori Maria Federica Ottone ed Eduardo Barbera, che ci seguiranno nel nostro percorso di tesi, cercando di arrivare ad un risultato più completo e maturo sotto tutti gli aspetti».














