La lunga “autogestione” del Pronto Soccorso dell’ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto sembra terminata. Infatti, si legge oggi in un articolo di Giovanni Desideri, la direttrice dell’Area Vasta n. 5 – Giulietta Capocasa – ha firmato (ma non ancora “dato alle stampe”, ovvero pubblicato) la delibera che dà alla dottoressa Liliana Talamonti l’incarico di f.f., ovvero Facente Funzioni. Il tutto mette così termine – ma dopo ben due mesi e una settimana – a un braccio di ferro, tutto al femminile, che ha tenuto in apprensione un po’ tutto il personale che opera in questa essenziale e vitale unità ospedaliera. Nel caso non c’è stata una “seconda classificata”, ma di sicuro si registra la sconfitta di chi chiedeva, se non pretendeva, un altro esito: la politica!

L’ospedale di San Benedetto (Foto Cicchini)
Non stiamo qui a scrivere nomi – anche perché chi lavora nella sanità e chi pratica la politica (con la “p” minuscola) ben conosce la vicenda, mentre ai cittadini interessa solo avere un servizio puntuale, efficiente e funzionante -, ma certo alla nomina della dottoressa Talamonti non poco ha contribuito lo “schiaffo” rifilato, il 4 marzo, dai marchigiani a questa maggioranza.
Chiuso così questo imbarazzante capitolo di “non sanità pubblica”, ora c’è da tenere d’occhio il bando per il nuovo primariato, che avrà inizio da metà luglio, quando scadono i sei mesi chiesti dall’ex primario Groff per avere conferma dell’incarico all’ospedale di Perugia.
Bando già pubblicato e che, letto con occhio profano, dà da pensare solo nel punto in cui specifica come “La Commissione dispone per la valutazione complessivamente di 100 punti così ripartiti: – Max. 30 punti per il curriculum – Max. 70 punti per il colloquio”.
Magari “così fan tutti”, ma che titoli, esperienza e precedenti contino meno di un terzo, mentre il 70% della valutazione è assegnato dopo un “vis a vis”, non ci fa stare proprio tranquilli, anche se abbiamo la massima fiducia nei commissari. Infatti, se non ricordiamo male e in altra Regione, un candidato molto titolato venne “fatto fuori” poiché non conosceva di disposizione delle varie unità operative all’interno dell’ospedale nel quale avrebbe dovuto operare.
L’ospedale, e i sambenedettesi, meritano il meglio!
(epi)














