Tre sorgenti sparite dopo il sisma
Richiesto “lo stato di crisi idrica”

ASCOLI - Grido di allarme della Ciip spa: l'11 aprile nuovo summit con il governatore Luca Ceriscioli e i sindaci di Montegallo e Montemonaco. L'obiettivo è sbloccare l'iter prima possibile
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Missione a Roma per il presidente della Ciip, Pino Alati, insieme ai responsabili tecnici e amministrativi per incontrare il capo Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, Angelo Borrelli. «Lo scopo -dice Alati- è stato quello di ottenere il riconoscimento dello “stato di crisi idrica” nel Piceno e nel Fermano, poiché, i danni del terremoto e le tre sorgenti rarefatte fino all’estinzione, sollecitano la presa d’atto della realtà».

Giacinto Alati

Se, per il terremoto, salvo impedimenti burocratici, l’Unione Europea a breve, finanzierà interventi necessari e programmati, per la proclamazione dello stato di crisi idrica, in vero evocato da mesi, l’iter pare più complicato. La soluzione è auspicabile e il prossimo incontro, fissato per mercoledì 11 Aprile, con il governatore Luca Ceriscioli e con i sindaci di Montegallo (Sergio Fabiani) e Montemonaco (Onorato Corbelli) consentirà di approfondire la problematica e definire eventuali provvedimenti necessari per garantire l’approvvigionamento idrico. «Ciip spa -afferma il presidente Alati- si appella dunque alla responsabilità della Regione Marche affinché venga proclamato, nel più breve tempo possibile, lo stato di crisi idrica nel territorio di competenza».


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