Un medico di base operante lungo la riviera delle Palme è finito sotto processo per aver prescritto farmaci anabolizzanti ad un body builder sambenedettese poi deceduto a seguito di uno “shock cardiogeno” nel 2012. Al sanitario, l’accusa, sostenuta in aula dalla pm Enrica Ruggieri, contesta di aver prescritto in ripetutamente dei farmaci anabolizzanti “non giustificati dalle condizioni cliniche” del ragazzo. Le medicine erano “anzi controindicanti” con lo scopo di alterare le prestazioni in vista di eventi sportivi nazionali ed internazionali di body building a cui partecipava.

Il palazzo di giustizia (foto Vagnoni)
L’elenco delle prescrizioni è molto lungo e risale al periodo 2009-2012. Inoltre il medico è accusato di truffa a danno della Regione Marche, che si è costituita parte civile nel processo davanti al giudice Marco Bartoli, poiché avrebbe prescritto i farmaci ritenuti dopanti senza far pagare il ticket pur non essendoci esigenze e giustificazioni terapeutiche. In altri casi, le ricette per ottenere i farmaci anabolizzanti e dopanti erano intestate a nome di ignari pazienti e consegnate ad altre persone che si recavano in farmacia con lo scopo di ritirare le confezioni di medicine. Secondo l’accusa la Regione avrebbe sostenuto una spesa non dovuta di oltre 25mila euro. Nel corso dell’udienza di lunedì mattina sono stati ascoltati alcuni agenti di polizia giudiziaria che hanno ricostruito le indagini svolte oltre ai Nas. Il processo è stato poi aggiornato al 14 gennaio 2019.














