
Il ministro Marco Bussetti mentre parla nella Sala della Ragione: alle due spalle il progetto di completamento del nuovo Polo Universitario
di Renato Pierantozzi
«Di solito non faccio mai promesse, ma ho le Marche nel cuore e per questo vi dico che il Ministero intende potenziare il sistema universitario marchigiano». Con queste parole il ministro dell’Istruzione e dell’Università, Marco Bussetti, ha concluso il suo intervento al convegno svoltosi questo pomeriggio a Palazzo dei Capitani alla presenza del sindaco Guido Castelli, dell’onorevole Giorgia Latini (Lega) dei rettori Sauro Longhi (Politecnica delle Marche), Claudio Pettinari (Unicam), del direttore della Scuola di Architettura e Design, Giuseppe Losco, del pro rettore di Ancona, Gian Luca Gregori e del presidente del Consiglio comunale e candidato sindaco Marco Fioravanti.
«Spero inoltre che tra i 120 milioni di euro per l’edilizia scolastica ed universitaria destinata all’area del cratere -dice- possano servire anche al completamento del Polo Universitario ascolano. Ho apprezzato il vostro lavoro, l’amore per la vostra terra e per il bene del sistema dell’istruzione. Ogni mattina mi sveglio pensando al milione e duecentomila dipendenti che ho, agli otto milioni di studenti, ai diciassette milioni di genitori, oltre a zie e nonni». Per il completamento del Polo Universitario, nell’ala che un tempo ospitava il reparto di maternità dell’ospedale vecchio, servono oltre 4 milioni di euro così come stimato dal Consorzio Universitario Piceno. La necessità di questo intervento è stata sottolineata anche dal presidente del Cup, Achille Buonfigli, che di fronte al ministro ha presentato la relazione di fine mandato. In questi anni il Cup, pur avendo a disposizione diverse quasi 800.000 euro in meno di contributi (dopo l’uscita della Provincia, della Camera di commercio e di altri Comuni) è riuscito a rinegoziare le convenzioni con le università in modo migliorativo riducendo del 30% il costo del personale. Con il completamento del Polo Universitario, come auspicato anche dal direttore della Saad Giuseppe Losco, inoltre la Scuola ascolana potrebbe crescere ancora aggiungendo anche la specializzazione in “Arti applicate”.
Il ministro ha poi benedetto la prima collaborazione tra l’Unicam di Camerino e la Politecnica di Ancona che si sta celebrando proprio nel Piceno grazie al corso di specializzazione sui materiali in composito (carbonio in primis) nella sede universitaria di San Benedetto. «L’università – dice il rettore Longhi – può dare un valore aggiunto in termini di competenze, valori e capacità di ricerca alle realtà imprenditoriali». «Dopo il sisma -aggiunge il numero uno di Unicam, Pettinari- non abbiamo perso nemmeno un’ora di lezione aumentando le matricole che sono passate da 1.700 a 1.900».
Molto illuminante anche l’intervento del pro rettore di Ancona, il docente ascolano Gian Luca Gregori che ha presentato lo studio sulla ricaduta sociale dell’università nel Piceno. «Senza i corsi – rivela Gregori – il territorio sarebbe molto più povero. Al momento abbiamo 25 corsi considerando tutti i soggetti presenti con un il trend delle matricole in aumento. Abbiamo intervistato un campione di 200 studenti tra residenti e non da cui è emerso un forte grado di soddisfazione. Le ricadute stimate dell’università oscillano tra 15 e 20 milioni d euro come valore».
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