
Paola De Micheli al chiostro di San Francesco
di Giorgio Tabani
«E poi Pietro è anche un gran bell’uomo!». Così l’onorevole Paola De Micheli, vice segretaria del Partito Democratico dal 17 aprile scorso, a fianco di Nicola Zingaretti. Pietro è Pietro Frenquellucci, il candidato sindaco. L’occasione è l’incontro che c’è stato giovedì 8 maggio ad Ascoli al chiostro di San Francesco, di tutti i candidati di centrosinistra alle amministrative del 26 maggio. Insieme a un centinaio di persone, a sostenere i candidati anche alcuni volti noti e cariche istituzionali: l’ex sottosegretario e presidente della Provincia Pietro Colonnella, l’ex parlamentare Luciano Agostini, la vice presidente della Regione Anna Casini, il presidente della Provincia Sergio Fabiani.
La De Micheli ha subito scaldato la platea dicendo di sentirsi a casa nelle Marche, dove ha svolto l’incarico di commissario di Governo alla Ricostruzione post-terremoto, fra l’11 settembre 2017 e il 4 ottobre 2018. Subito dopo ha, però, lanciato un siluro sul suo successore, il geologo Pietro Farabollini: «Ora posso dirlo pubblicamente, anche se so che mi arriverà parecchio fango addosso: i risultati della sua azione sono del tutto assenti». La deputata ha poi rievocato le sue difficoltà in quell’esperienza, sia in quanto donna (peraltro non marchigiana), sia dovendo contemporaneamente svolgere il ruolo di sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio. «Ci ho messo tutta la mia dedizione, ma non posso fare a meno di riconoscere anche gli errori che sicuramente sono stati fatti in quei mesi». Con commozione ha detto di ricevere ancora oggi quotidianamente messaggi da parte di gente comune, oltre che di amministratori. «Io andavo a letto ogni giorno sapendo, tenendo ben presenti le persone per cui lavoravo».
Per l’ex sottosegretaria, senza le aree interne – che contano 25 milioni di abitanti – «l’Italia sarà un Paese che viene giù perchè in questi luoghi c’è il vero ben vivere». Con un breve accenno alla politica nazionale, si è rivolta a tutti chiedendo: «Aiutateci e aiutiamoci! Dobbiamo rifondare un centrosinistra largo e riprenderci i governi locali e anche quello nazionale. Anche in questo caso l’impresa non sarà facile, abbiamo commesso troppi errori senza accorgercene, ora occorre rimboccarsi le maniche per i nostri figli e non lasciare il paese in mano alla destra e al Movimento 5 Stelle». Occorre tornare a fare una buona politica: «Ascoltare e accompagnare le persone. Mettersi al loro servizio e metterci la faccia, anche quando si è costretti a dire dei no».
L’importanza dell’ascolto è stata al centro anche dell’intervento di Frenquellucci: «In questa città non c’è più ascolto, è cresciuto a dismisura il divario fra Amministrazione e cittadini. I tanti giovani pieni di talento che ho incontrato in queste settimane non sanno a chi rivolgersi, da ormai venti anni». Alla chiusura del centrodestra, occorre rispondere, per il candidato del centrosinistra, cercando di capire cosa vogliono i cittadini per poi farne una sintesi, con proposte concrete. Rivendicando il lavoro fatto sul programma in queste settimane, «mentre il centrodestra litigava sui nomi», Frenquellucci ha proposto una politica dei piccoli passi. «Le casse cittadini infatti sono vuote, ma non dobbiamo comunque smettere di sognare in grande, magari nella seconda parte del mandato. L’obiettivo primario sarà ridare al tessuto della comunità i luoghi per incontrarsi e stare insieme». Un’impresa impegnativa a cui l’hanno convinto i giovani che l’appoggiano «che meritano una chance, altrimenti questa città va a morire».
Mentre il segretario comunale del Pd, Angelo Procaccini, osservava dalla prima fila, a organizzare gli interventi c’era Matteo Terrani, nella duplice veste di segretario provinciale e candidato sindaco a Folignano. Nel rivendicare il buon governo del centrosinistra, è stato ricordato che il Pd sarà presente tramite liste civiche in tutti e 23 i Comuni al voto nella provincia. Unanime la solidarietà e il sostegno dimostrato calorosamente da tutti al presidente Sergio Fabiani (poi salito sul palco), recentemente indagato per abuso d’ufficio nella gestione dell’emergenza post-sisma. Tutti i candidati sindaci hanno sottolineato il momento difficile che si trova a vivere il nostro territorio, fra crisi economica, spopolamento e ricostruzione. Si sono susseguiti gli interventi di Giovanni Borraccini, candidato sindaco di Rotella, Graziano Fanesi (Castorano), Orlando Ruggieri (Monteprandone), Pieluigi Caioni (Monsampolo del Tronto), Fabio Polini (Castignano), Alessandro Luciani (Spinetoli), Giuseppe Amici (Palmiano), Mirko Porfiri (in rappresentanza della lista “Insieme per Venarotta”), Luigi Massa (Offida), Alberto Antognozzi (Comunanza). L’auspicio condiviso da molti è stato quello di “tingere di nuovo del colore della democrazia la nostra provincia”, riconquistando la guida dei suoi centri più importanti.
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati