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Movimento 5 Stelle
e la sicurezza delle scuole:
«Obblighi di legge disattesi»

ASCOLI - Il candidato sindaco Massimo Tamburri e Giacomo Manni: «Celani, Fioravanti e Frenquellucci sono i rappresentanti di un vecchio modo di fare politica, che ci lascia in eredità una situazione degradata»
sabato 11 Maggio 2019 - Ore 17:50
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Massimo Tamburri e Giacomo Manni durante la conferenza nella sede elettorale del Movimento 5 Stelle (Foto Vagnoni)

di Giorgio Tabani

«L’ingegner Piero Celani è stato mio insegnante di Costruzioni a scuola, era lui a insegnarmi questa roba, ma poi perché da amministratore locale non l’ha realizzata?”. Così comincia la serrata requisitoria del consigliere comunale uscente del Movimento 5 Stelle Giacomo Manni, in occasione di una conferenza stampa dedicata alla sicurezza degli edifici scolastici. Accompagnato dal candidato sindaco Massimo Tamburri, l’architetto Manni commenta con severità l’operato di coloro che hanno governato l’Arengo negli ultimi decenni: «Celani, Fioravanti e Frenquellucci sono i rappresentanti di un modo vecchio di fare politica, che ci lascia in eredità una situazione degradata». Rincara la dose Tamburri: «I politici che ci hanno governato fino ad oggi non sono interessati che a tagliare nastri, quando si tratta di interventi meno visibili allora si tende a trascurare la questione fino a che non arriva l’emergenza, con i relativi costi e pericoli per la collettività».

Manni, che si è occupato di terremoto per il gruppo locale del Movimento 5 Stelle in ragione delle sue competenze professionali, ha elencato una serie di obblighi disattesi dalle precedenti Amministrazioni. Innanzitutto, infatti, tutte le scuole devono possedere il certificato di rispondenza alla normativa antisismica, come stabilito dall’articolo 28 della legge 64/1974, nonché il certificato di agibilità che, ai sensi dell’articolo 24 del Testo Unico dell’edilizia (Dpr 380 del 2001), attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità degli edifici e degli impianti negli stessi installati. Inoltre, l’ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri numero 3274 del 20 marzo 2003, ha introdotto l’obbligo di procedere alle verifiche di vulnerabilità sismica: un obbligo scaduto nel 2013. «I nostri amministratori – accusa Manni – pur ben consapevoli della normativa e della vetustà di un patrimonio edilizio che risale perlopiù agli anni ’70 e ‘80, hanno continuato a fare orecchie da mercante fino al terremoto. La responsabilità di Celani è persino doppia, in quanto per 5 anni ha fatto il presidente della Provincia, da cui dipendono gli Istituti superiori».

Con l’arrivo in città di varie decine di milioni di euro, nell’ambito della ricostruzione post-terremoto, la proposta dei 5 Stelle è quella di costruire ex-novo dei poli scolastici all’avanguardia: «Miglioramento antisismico non significa adeguamento antisismico, invece di tamponare cogliamo anche l’occasione per recuperare – come diciamo da tempo – spazi da riqualificare, come ad esempio la ex distilleria». Gli esponenti pentastellati hanno sottolineato il ruolo del governo gialloverde nel mettere in moto questa operazione: «La nostra intenzione – in questo caso, come nel caso dei fondi per il nuovo acquedotto antisismico – non è farci belli agli occhi degli ascolani, ma far capire che i presunti “esperti” o “professionisti” della politica, in questi anni, non hanno prodotto nulla!».

Nel corso della conferenza stampa, più volte, i due consiglieri hanno citato l’esperienza del Comitato scuole sicure: «Hanno fatto un lavoro incredibile e al momento il presidente della commissione Lavori Pubblici del Senato, Mauro Coltorti, sta valutando come inserire nella normativa, in modo obbligatorio, le proposte del Comitato, fatte nostre nel programma che abbiamo presentato alla città». I 5 Stelle ascolani, infatti, per agire nell’immediato (mentre si realizzano le nuove strutture) e con una spesa irrisoria, hanno proposto l’adozione di sensori capaci di rilevare le onde sismiche primarie, che danno una decina di secondi di preavviso agli studenti e al personale scolastico per rifugiarsi sotto appositi banchi antisismici. «I sensori costano un centinaio di euro, mentre i banchi circa trecento e sono capaci di resistere a pesi in caduta considerevoli».

 


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