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I rifiuti di Roma
finiscono a Relluce
Accordo Ceriscioli-Zingaretti:
«Solo per il trattamento preliminare»

ASCOLI - Nello schema preliminare approvato dalla Regione Marche si parla di 5.500 tonnellate al mese per sei mesi, ma lo smaltimento finale avverrà comunque nel Lazio. La Lega: «Diventeremo una pattumiera grazie a Pd e Movimento 5 Stelle»
venerdì 4 Ottobre 2019 - Ore 16:07
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La discarica di Relluce

Zingaretti e Ceriscioli trovano l’accordo: i rifiuti del Lazio, o meglio di Roma, arriveranno nelle Marche, in particolare nella discarica di Relluce ad Ascoli. Ed è già polemica. Dopo mesi di annunci e smentite si è trovata la quadra per quanto riguarda l’emergenza che sta affrontando la capitale. Secondo lo schema di accordo approvato dalla Regione Marche il 30 settembre (avallato anche dall’Ato 5 di Ascoli), e che è stato ratificato anche dal Lazio ieri sera, nell’impianto del Piceno arriveranno un massimo di 5.500 tonnellate di rifiuti urbani al mese per sei mesi. Ma non si tratterà di un vero e proprio abbancamento definitivo.

«Lo schema di accordo che ha ottenuto l’assenso da parte dell’Ata Ato 5 prevede che il rifiuto urbano proveniente dalla Regione Lazio – si legge nella delibera della giunta Ceriscioli – sia conferito all’impianto di trattamento meccanico-biologico situato in Comune di Ascoli Piceno, località di Relluce solamente ai fini del trattamento preliminare allo smaltimento e non per lo smaltimento finale , pertanto, dopo aver subito il processo di selezione e stabilizzazione, il rifiuto dovrà essere riportato all’interno del territorio della Regione Lazio ai fini del successivo smaltimento definitivo». Ecco il succo dell’accordo, con la Lega che grida vendetta.

«Le Marche pattumiera di Roma grazie al Pd e al Movimento Cinque Stelle – denunciano i parlamentari Paolo Arrigoni, Tullio Patassini e Giuliano Pazzaglini – ai marchigiani, costretti ad ingoiare da anni il disgustoso rospo della malasanità regionale, rifilano pure quello di oltre 30mila tonnellate di “monnezza” romana che l’incapace giunta Raggi non sa più gestire. Così la giunta del poltronaro in cerca di conferma Ceriscioli obbedisce al Pd dei poltronari che paga pegno per stare al governo senza i voti degli italiani».

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