facebook rss

Coronavirus, la riscoperta
di regole ignorate
Il dottor Italo Paolini:
«Finiamola di dire
che i vaccini non servono»

EMERGENZA - Il medico di medicina generale di Arquata ospite di “Una mela al giorno” di Radio Ascoli ricorda l’importanza di precauzioni per tutelare la salute pubblica anche dalla semplice influenza stagionale e misure preventive che hanno favorito il progresso della medicina e l’innalzamento dell’età media della popolazione

I medici di “Una mela al giorno” con il dottor Italo Paolini

di Maria Nerina Galiè

Può essere scaturito qualcosa di positivo dall’emergenza Coronavirus? Sembra proprio di si per i medici di “Una mela al giorno” Ilenia Silvestri, Diego Ferretti e Daniele Carducci, tra gli ideatori della trasmissione in onda su Radio Ascoli il giovedì con cadenza quindicinale. Con loro nell’ultima puntata, di nuovo sul virus che sta mettendo in ginocchio l’Italia, si sono avvalsi della preziosa partecipazione di Italo Paolini, medico di medicina generale di Arquata del Tronto ed esponente nazionale della categoria.  «E’ un punto di riferimento per tutti noi», lo hanno definito i colleghi presenti in studio.

Da sinistra: i medici Silvestri, Saporosi, Ferretti, Carducci e Capponi negli studi di Radio Ascoli

«L’emergenza che stiamo attraversando – ha detto Paolini – ha riportato alla luce l’importanza di precauzioni e misure igieniche che bisognerebbe adottare sempre ed il ruolo fondamentale dei vaccini, laddove esistono». Adesso è necessario riesumare tutto ciò che si sa da tempo, anche per contrastare il dilagare dell’influenza stagionale, per arginare il contagio di una patologia, il Covid-19, di cui si sa troppo poco per dormire sonni tranquilli. «Sebbene nel 95% dei casi si guarisce dal Covid-19 e tra i decessi bisognerebbe distinguere se sono avvenuti “per” o “con” Coronavirus, che ha agito in situazioni già compromesse da altri fattori», ha precisato in merito il medico.

«Ora che non abbiamo un vaccino contro il Coronavirus – ha detto poi il medico – ci stiamo rendendo conto di come questo sia un arma fondamentale per debellare o tenere a freno una patologia anche a vantaggio delle categorie fragili. Finiamola dunque – tuona Paolini – con il mettere in discussione un baluardo del progresso della medicina e che ha favorito l’aumento vita media della popolazione».

E ancora le parole del medico: «Sarà pure lapalissiano, ma è bene ricordare che quando si è malati, con influenza o altre malattie contagiose, bisogna stare a casa, non fare gli eroi per andare al lavoro. Mi rendo conto che nella società di oggi, dove molti hanno lavori precari o tali da non potersi permettere un giorno di tregua, si deve sviluppare il telelavoro, un sistema che costituisce un valido rimedio a tutela della salute pubblica e nello stesso tempo non va ad intaccare la produttività».

E’ stato inoltre ribadito di lavarsi spesso le mani e di evitare il contatto con occhi, naso e bocca. Continuamente, per il Coronavirus, si invita la popolazione a non recarsi negli ambulatori e presidi sanitari se non è il medico a dirlo.

«Anche questo – ha sottolineato Paolini – dovrebbe valere sempre, sia per tutelare la popolazione che i medici stessi, i primi a correre rischi non solo per Coronavirus. In presenza di malattie respiratorie è necessario proteggere gli altri dai nostri starnuti o colpi di tosse con mascherine chirurgiche. A loro volta i medici, se ritengono di dover visitare il paziente malato in ambulatorio, devono adottare il sistema dell’appuntamento, dargli un orario preciso o farlo passare avanti per ridurre il più possibile la permanenza in una sala d’aspetto affollata. Il cittadino, dal canto suo, deve evitare di stare a contatto con chi ha sintomi o almeno tenere una distanza di 1 metro e messo, ma anche 2».

Nel caso del Coronavirus, le istruzioni fornite ai medici di medicina generale e di continuità assistenziale dal servizio sanitario nazionale sono chiare e Paolini le ribadisce: «E’ obbligatorio autodenunciarsi telefonandoci, da parte di chi è stato entro i 14 giorni precedenti in uno degli 11 Comuni definiti rossi o in contatto con una persona risultata positiva al test e se si hanno sintomi come tosse, febbre e difficoltà a respirare. Noi faremo un triage telefonico appositamente predisposto in seguito al quale valuteremo l’eventuale percorso terapeutico con il centro di infettivologia dell’ospedale “Murri” di Fermo con il quale siamo costantemente collegati. Di sicuro intanto chiederemo l’auto isolamento domiciliare ed informeremo anche il servizio di igiene e salute pubblica».

Per tutte le altre informazioni ci sono il numero regionale 800936677 e quello unico nazionale 1500, entrambi attivi 24 ore su 24.

I COMUNI “ROSSI”: nella Lombardia: Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini. Nel Veneto, il Comune di Vo’.



Articoli correlati


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X