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Coronavirus, in caso di contagio
all’ospedale “Mazzoni”
si preparano venti posti letto
nella ex palazzina Aids

EMERGENZA - Il bollettino giornaliero della situazione nell'Area vasta 5. Sono 12 persone in isolamento domiciliare fiduciario. Allo studio anche l'ipotesi, in caso di necessità, di accorpare alcuni reparti per creare altri posti letto per eventuali contagiati. Tutta la macchina sanitaria sotto pressione. Superlavoro per medici e infermieri

L’ospedale Mazzoni (Foto Andrea Vagnoni)

di Franco De Marco

Il Piceno, toccando ferro e…amuchina, non registra alcun caso di positività al Coronavirus al contrario di tutte le altre province marchigiane. Mentre il numero delle persone in isolamento domiciliare fiduciario sono 12. Questo il bollettino giornaliero certamente molto confortante rispetto ad altri territori. Le autorità sanitarie, a cominciare dal direttore dell’Area Vasta 5 Cesare Milani e dal primario della struttura complessa di Igiene, epidemiologia e sanità pubblica Claudio Angelini, sono naturalmente tutte mobilitate e lavorano 24 ore su 24. Si stanno mettendo a punto invece, in via cautelativa, alcuni provvedimenti strutturali che, nel caso di diffusione del contagio (sempre toccando ferro), consentano di far fronte all’emergenza.

Cesare Milani

«Stiamo da alcuni giorni al lavoro – afferma il direttore Cesare Milani – per allestire una ventina di posti letto, da destinare in caso di necessità ai positivi di Coronavirus, nell’ex palazzina Aids, quella realizzata ai tempi del direttore Mario Maresca, poi utilizzata, una volta conclusa quell’emergenza, ad altra funzione. In questa maniera potremo contare, sempre in caso di necessità, su una struttura con un percorso autonomo che non interferisce con gli altri reparti». Da un virus all’altro insomma. L’allarme Hiv Aids esplose nel 1981 negli Stati Uniti diffondendosi poi in tutto il mondo. Niente a che fare, naturalmente, con il Coronavirus, ma anche allora la sanità italiana attivò una serie di azioni di contrasto. E nell’ospedale “Mazzoni” di Ascoli venne costruita questa palazzina, decentrata rispetto all’area di ingresso dell’ospedale e alla struttura principale, per ospitare i malati di Aids che necessitavano di isolamento. Non solo. L’Area vasta 5 sta studiando anche l’ipotesi, sempre in caso di necessità, di accorpare alcuni reparti, come l’Urologia e la Chirurgia, in maniera da avere a disposizione alcuni posti letto, isolati dagli altri, da destinare appunto ai positivi. Da quanto risulta nella giornata di ieri nel territorio dell’Area vasta 5 non sono stati effettuati tamponi. Ogni mattina il direttore Cesare Milani presiede la riunione dell’Unità di crisi per monitorare la situazione e predisporre tutti i provvedimenti necessari. Superlavoro per tutti a cominciare da medici e infermieri.



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