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Emergenza Coronavirus,
oltre 100 gli spettacoli saltati
«Settore cultura a rischio paralisi»

LA NUOVA ORDINANZA ha di fatto bloccato per la seconda volta cinema, teatri, concerti e un grande indotto economico. La preoccupazione di Daniele Vimini, presidente del Consorzio Marche Spettacolo: «Stiamo preparando un censimento dei tanti annullamenti, vogliamo affiancare la Regione nella valutazione dei danni»

di Luca Capponi 

Cinema chiusi, recite teatrale annullati, concerti rimandati, presentazioni di libri ed eventi saltati, musei off limits: l’elenco delle “vittime” è lunghissimo e i danni, sono solo economici, difficilmente quantificabili. In un settore, quello della cultura e dello spettacolo dal vivo, purtroppo già costretto a barcamenarsi tra mille difficoltà. Ci mancava il Coronavirus. Dopo lo stop della scorsa settimana, poi rientrato, la nuova ordinanza ha sospeso per la seconda volta ogni tipo di attività fino all’8 marzo compreso. Poi si vedrà.
Nel frattempo si soffre. E i timori aumentano. In tal senso arrivano le parole del presidente del Consorzio Marche Spettacolo, ente a cui aderiscono 41 soggetti tra i più rappresentativi della regione, dall’Amat a Musicultura, e diverse realtà del Piceno tra cui la Compagnia dei Folli, La Casa di Asterione e il Coro Ventidio Basso.

Il teatro Ventidio Basso di Ascoli (foto Giorgi)

«Esprimo forte preoccupazione per la situazione che sta colpendo il settore della cultura e dello spettacolo dal vivo in Italia e nella nostra regione in particolare -conferma Daniele Vimini-. Il Consorzio è più che mai in campo per affiancare gli enti di spettacolo, la cui situazione è vicina alla paralisi in conseguenza dello stop alle attività di queste ultime settimane. Abbiamo già avviato il primo censimento dei tanti annullamenti che si sono succeduti in questi giorni, più di 100 già dalle prime stime».
E in effetti il numero degli spettacoli saltati o rinviati non si conta. Altro problema, per molti, sarà quello di trovare una data sostituiva quando sarà tornata la calma, ammesso che la calma torni presto.
«A soffrire della situazione sono soprattutto i tanti lavoratori del settore, artisti, tecnici e personale legato all’organizzazione, il cui compenso è direttamente legato allo svolgimento delle attività -continua Vimini-. Va poi considerato un indotto molto esteso e non facilmente stimabile ma che è parte integrante del movimento dello spettacolo dal vivo nella nostra regione. Vogliamo affiancare la Regione Marche nella valutazione dei danni e soprattutto nella messa a punto di nuove azioni capaci di sostenere il settore nel suo complesso, al di là dei nostri consorziati, in un momento tanto delicato e in un’ottica non solo di resistenza ma anche di pronto rilancio».




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