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Detenuti trasferiti nel Piceno,
c’è un decesso

EMERGENZA CORONAVIRUS - Dopo le rivolte nel carcere di Modena e il trasferimento di una quarantina di persone nella casa circondariale di Marino del Tronto, in tre erano stati portati all'ospedale "Mazzoni" per accertamenti clinici. Uno di loro è morto per overodose

L’ospedale “Mazzoni” di Ascoli (Foto Vagnoni)

di Simone Corradetti

Dopo il trasferimento avvenuto ieri, di oltre quaranta detenuti dal carcere di Modena a quello di Marino del Tronto, tre ospiti della casa circondariale, erano stati trasferiti all’ospedale “Mazzoni” di Ascoli per accertamenti clinici. Due di questi, sono stati ricoverati con sintomi influenzali, per effettuare tutti i controlli necessari su eventuali contagi da Coronavirus. Per l’altro detenuto non c’è stato nulla da fare, in quanto deceduto a causa di un’overdose, dopo le pesanti rivolte nel penitenziario modenese, dove è stata fatta razzia di farmaci e psicofarmaci in infermeria.

L’ingresso del carcere del Marino (Foto Simone Corradetti)

Una situazione drammatica come quella delle carceri italiane già affollate, che costringono i detenuti a vivere in condizioni precarie, aggravate dalle necessarie misure restrittive varate dal Governo nelle ultime ore, dove non sarà possibile effettuare colloqui con i propri parenti, ma potranno essere effettuate soltanto delle telefonate a casa.

Anche il personale della Polizia Penitenziaria viene sottoposto a lavoro doppio, per mancanza di organico all’interno degli istituti. La zona rossa estesa in tutta Italia con il decreto urgente del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, mette a dura prova la vita carceraria, con degli esseri umani che hanno perso la libertà personale ma non la dignità, e nel pieno rispetto della carta costituzionale, dove la pena deve servire alla rieducazione del condannato.




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