
Luigi Civita
Un anno fa, il 16 aprile 2019, se ne andava Luigi Civita, mitico cavaliere della Quintana che vinse le Giostre nel 1956 al Campo dei Giochi e nel 1960 a Roma in occasione delle Olimpiadi. Lo ricordano amici, parenti e sestieranti di Porta Romana, il Sestiere cui regalò i due Palii e al quale è rimasto sempre legato fino all’ultimo, presente a tante manifestazioni sempre accompagnato dalla figlia Giulia, ex dipendente della Biblioteca comunale di Ascoli, scrittrice e appassionata di storia locale. E’ stata proprio lei a pubblicare all’interno della “guida” ai festeggiamenti patronali di Sant’Emidio un ricordo unico e toccante. Si intitolava “Il cavaliere nero di Porta Maggiore” e scriveva del padre Luigi il quale, per contrastare quel temibile avversario (così denominato perché giostrava con il volto travisato da un cappuccio nero, ma in realtà al secolo era tale Claudio Ticchiarelli) ingaggiato dal Sestiere di Porta Maggiore, volle a tutti i costi la cavalla “Farfalla” che si trovava a San Marco ed apparteneva a Remigio. E vinse il Palio del 1956. Poi il bis, dopo quattro anni a Roma, in sella a Zorro. Uno spicchio di storia ascolana che non va dimenticato.

Luigi Civita (a cavallo) conquista il Palio Olimpico a Roma. In basso da sinistra: il console di Porta Romana Nino Aleandri, il sindaco-Magnifico Messere Serafino Orlini, il provveditore di campo Giulio Franchi
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