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Stefano De Angelis (Giocamondo):
«Per il turismo ripresa nel 2021,
ma Ascoli può farcela prima»

EMERGENZA CORONAVIRUS - Parla il fondatore del gruppo ascolano leader a livello italiano nelle vacanze studio all'estero: «L'Italia minore potrete diventare la meta dei turisti italiani»
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di Renato Pierantozzi

Stefano De Angelis

Crisi nel 2020, rimbalzo nel 2021, poca fiducia nel “bonus” annunciato dallo Stato, ma una speranza per Ascoli come location ancora poco conosciuta dai turisti italiani. Sono le previsioni, in sintesi, di Stefano De Angelis fondatore e capo di Giocamondo, il tour operator ascolano leader a livello internazionale nelle vacanze studio con una scuola di proprietà nel Regno Unito e accordi con mezzo mondo, da Malta alla Cina. Anche per De Angelis che di solito trascorreva più tempo all’estero in cerca di business che in Italia è arrivato uno stop forzato nel Piceno.

De Angelis, si inizia a intravedere qualche spiraglio di luce?

«Purtroppo il turismo uscirà il più tardi possibile da questa crisi, con un tempo stimato di 12 mesi. Speriamo in un rimbalzo nel 2021, mentre il 2020 è all’insegna del “si salvi chi può” cercando di sopravvivere e di non uscirne senza le ossa rotte. Certamente un altro anno così sarebbe la catastrofe».

Lei fa parte anche del direttivo della Confindustria dei viaggi (Astoi, ndr), che aria tira a livello nazionale?

«Perderemo la quota dei turisti stranieri che rappresentavano il 51% del totale prediligendo destinazioni classiche come Roma, Firenze, Venezia solo per citare le destinazioni più ambite. Restano gli italiani e il movimento che ci sarà nel 2020 sarà legato proprio a loro. Si sa che i nostri connazionali prediligono, almeno nell’80% dei casi, il mare e quindi il prodotto potrebbe tenere. Escludo invece che un italiano possa andare in vacanza a Roma, Firenze o Venezia che sono città che già conosce sin da piccolo per esserci andato in gita e che magari ci vive o ci lavora. E quindi…».

Quindi?

«L’Italia cosiddetta minore e ancora da scoprire come il nostro Piceno potrebbe avere meno svantaggi rispetto ad altre località attraendo quelle persone che nonostante tutto non rinunceranno alla vacanza».

Ma ci saranno aumenti di prezzi a livello di strutture alberghiere e che cosa cercherà il turista in viaggio nell’estate del 2020?

«Sicurezza e distanziamento ormai sono i nuovi presupposti per muoversi. E così soluzioni come le case in affitto, i residence o i b&b possono essere avvantaggiati poiché non offrono occasioni di affollamento o contatto rispetto agli hotel. Riguardo ai prezzi non penso che aumenteranno poichè le strutture dovranno fare i conti un clientela come quella italiana che di solito spende meno rispetto agli stranieri».

Ci saranno invece ripercussioni negative sui viaggi in aereo?

«Sicuramente il numero dei voli diminuirà. Sulle tariffe bisogna far presente che le compagnie di bandiera continueranno a viaggiare sostenute dai fondi statali come nel caso dell’Alitalia e quindi non temo prezzi più alti anche con vettori pieni al 65% per le misure di distanziamento. Il discorso è diverso per le low cost che devono viaggiare al 100% per offrire costi minori rispetto a quelle di bandiera anche perchè a parità di prezzi uno sceglierebbe le seconde. In questo caso, il fondatore di Ryainair ha già detto che preferisce fare rimanere gli aerei a terra piuttosto che volare con le nuove regole».

Che ripercussioni ha avuto la crisi su Giocamondo?

«Eravamo proprio nella fase di vendita dei pacchetti per la stagione 2020 che avviene da marzo in poi e che di fatto è stata “ammazzata”. Anche le vacanze studio all’estero per imparare l’inglese e che sono il nostro core business sono saltate».

Il “bonus vacanze” allo studio del governo potrebbe risollevare la situazione in extremis?

«Il governo farà qualcosa sicuramente. E’ già stato annunciato dal ministro Franceschini. Si parla di un bonus variabile dai 350 ai 500 euro per chi ha un reddito isee fino a 26.000 euro anche se non si sa sotto quale forma tra credito d’imposta o sostituto d’imposta in busta paga. Dovrebbe essere esclusa la concessione sotto forma di carta tipo bancomat da spendere. Non si sa nemmeno se sarà spendibile solo negli hotel o anche nelle agenzie di viaggio. Personalmente ho qualche dubbio sulla sua effettiva efficacia perché una famiglia che si muove tra alloggio e trasporto spende almeno 2.000 euro per una vacanza. Di conseguenza la somma ipotizzata dal governo potrebbe avere una efficacia quasi nulla al di là delle intenzioni. Servirebbe un bonus da mille euro ma non ci sono le risorse».

Come vive un imprenditore turistico gli annunci discordanti sulle riaperture e le differenze, anche tra territori confinanti, sulla possibilità ad esempio di acquistare cibo d’asporto?

«C’è tanta confusione. In Abruzzo ad esempio io potrei uscire per mangiare un gelato, nelle Marche no. Abbiamo anche un ristorante (La locanda del medioevo, ndr) e ancora non sono chiare le norme per riaprire. E’ una situazione che disorienta e che si ripercuote su chi deve tornare a lavorare. Servirebbero meno esperti e task force e più decisioni chiare. Anche io in azienda ascolto tutti e poi devo decidere, con coraggio, e magari anche facendo scelte non sempre giuste. Se si continua così rischiamo di rimanere bloccati, inseguire le persone in spiaggia con il drone e magari nel frattempo gli altri Paesi ripartono prima di noi».




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