
«La sicurezza sui luoghi di lavoro è centrale. Non solo ai tempi del Coronavirus». E’ questo il pensiero dei sindacati edili di Ascoli e Fermo, riuniti sotto le sigle Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl.
«Stiamo vivendo tutti momenti di grande incertezza – scrivono in una nota – e di fronte ad eventi straordinari come questo si può rispondere solo con azioni straordinarie e condivise. Per questo cogliamo le preoccupazioni dei presidenti Ance delle Marche e ci uniamo all’impegno di per far comprendere che quelli della sicurezza non sono costi, ma investimenti per la azienda e per i lavoratori».
«Va trovata una strategia condivisa – continuano i sindacalisti – sul tema della sicurezza e degli oneri per essa previsti.

Paola Senesi, segretario Fillea Cgil
Si tratta infatti di costi non comprimibili che non devono abbassare il livello della qualità del lavoro e mettere in competizione al ribasso le aziende, sia nei lavori privati ma soprattutto nei lavori pubblici.
Un tema che preoccupa gli imprenditori, è quello dell’infortunio professionale del fatto che il decreto Cura Italia prevede che l’eventuale contagio da Coronavirus in occasione di lavoro non verrà computato dall’Inail nel calcolo dell’andamento infortunistico».
Investire sulla sicurezza significa quindi prevenire e per questo chiediamo di costituire i comitati di verifica sulla sicurezza come da Protocollo del 14 marzo scorso, aggiornato al 24 Aprile, nelle aziende e nei cantieri e negli Organismi paritetici.
Riteniamo – sono ancora le sigle riunite di Ascoli e Fermo che parlano – che il Codice degli Appalti, recentemente richiamato anche dal presidente Ance Violoni, sia lo strumento più idoneo a garantire sicurezza, trasparenza e legalità nella gestione dei lavori edili ed ancor di più nella ricostruzione post sisma.
Come Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl di Ascoli Piceno e Fermo, siamo convinti che oggi sia fondamentale un confronto continuo, con le organizzazioni datoriali del settore, confronto che abbiamo avviato da tempo e che chiediamo che continui con maggiore frequenza proprio per condividere percorsi che possano garantire sicurezza e trasparenza del settore.
Chiediamo di firmare al più presto il contratto integrativo territoriale, già discusso e la cui firma si è bloccata solo a causa del Coronavirus.
Potrebbe essere un segnale importante indirizzato al settore delle costruzioni ed al Paese intero, segnale che parte da questo territorio che non solo sta affrontando l’emergenza Coronavirus come tutti, ma che continua a vivere il dramma della ricostruzione post sisma.














