
Il presidente Alessandro Speca davanti alla sede della Misericordia in via Fratelli Rosselli, 53
Sono numerose le associazioni di volontariato che in questo periodo, in piena emergenza Coronavirus, si danno da fare per aiutare cittadini, Comuni e Sanità pubblica. Vengono intervistati i responsabili e immortalati con foto riprodotte su social e organi di stampa.
Qualcuno però, ad Ascoli, pare lo abbia fatto con indosso una divisa identificativa di un movimento, appunto quello delle Misericordie d’Italia, che invece ne prende le distanze.
A scendere in campo, per denunciare il fatto, è il presidente nazionale Roberto Trucchi il quale, in una nota, esprime «l’estraneità delle Misericordie d’Italia ad attività di associazioni emulanti i nostri nomi, simbologie, colori sociali e divise di servizio».
Trucchi si rivolge direttamente alle istituzioni e agli enti pubblici e privati della provincia di Ascoli per dissociare la Confederazione che presiede «da iniziative, tenutesi di recente, dall’annunciata finalità benefica, portate avanti da un’organizzazione di Ascoli estranea al nostro movimento di volontariato, ma pur riportante a volte similitudine, a volte coincidenza con nome del gruppo, colori, divise di servizio e simbologia delle Misericordie d’Italia».
Come prova Trucchi adduce anche «un’intervista al responsabile di questa compagine che indossava una divisa
di servizio identica a quella delle Misericordie d’Italia, con cucito sul petto proprio il marchio d’azione del
nostro movimento».
«In attesa di poter verificare eventuali responsabilità derivanti dall’uso improprio del marchio d’azione delle Misericordie d’Italia – prosegue – invitiamo le istituzioni, gli enti pubblici e privati a verificare in modo più approfondito l’appartenenza ufficiale a gruppi regionali o nazionali delle compagini che offrono collaborazione, al di là delle apparenze ingannevoli che generano confusione interpretativa della loro reale identità».

La Misericordia di Grottammare nella sede estiva in piazza Kursaal
«Esprimo, a nome della Confederazione Nazionale che rappresento, questa preoccupazione di
appropriatezza nella comunicazione, e nella conseguente interpretazione della popolazione – aggiunge il presidente Trucchi – soprattutto per tutelare la comunità e anche le Misericordie del territorio regionale delle Marche, affiliate ufficialmente al nostro movimento, e che sono a disposizione di tutti per collaborazioni con finalità di servizio alla comunità. Le Misericordie d’Italia sono la forma più antica di volontariato, nate nel 1244 a Firenze e con valori, ispirazione cristiana e azioni di servizio ben precise e attenzionate dal livello nazionale».
Il presidente coglie l’occasione per identificare come ufficialmente affiliate e «per le quali garantisce la bontà delle azioni di carità e di solidarietà». La sede regionale Conferenza interregionale delle Misericordie di Marche-Abruzzo-Molise, presieduta dal Alessandro Speca (governatore della Misericordia di Grottammare), la confraternita di Misericordia di Osimo, la
Confraternita di Misericordia di Taverne, la Confraternita di Misericordia di Montegiorgio, la Confraternita di Misericordia di Grottammare.














