di Renato Pierantozzi

Dal nascondino fino al gioco del Monopoly con imprevisti e probabilità adatti a questo scenario da fase 2. Il segretario nazionale degli autotrasportatori Pmia, l’ascolano Roberto Galanti, non nasconde le preoccupazioni in vista della data del 4 maggio, prima tappa della tanto attesa ripartenza dopo la pandemia Covid-19.

«Domani tana libera tutti? Assolutamente no!», mette in chiaro Galanti che interviene di nuovo dopo l’intervista delle scorse settimane (leggi l’articolo). «Certo è che da domani tutti dobbiamo dimostrare -dice- fino allo sfinimento (almeno fino a quando sarà possibile), il senso di responsabilità, attaccamento alla vita e proposizioni. Gli imprenditori sono scossi, spaesati, fortemente preoccupati, spesso “raggirati” dalla tipica dialettica politica dove si dice tanto,ma, il più delle volte, si realizza poco.

Roberto Galanti

Gli aiuti economici promessi, sperando siano concreti e veri, ma gia in forte ritardo, saranno preceduti, si dice, da 8,5 milioni di cartelle esattoriali. Se questa è una forma di aiuto, sarei molto preoccupato».

E i camionisti? «Non parlo oggi del settore dell’Autotrasporto – rivela Galanti – scomparso dalle pagine e dai tavoli, ma di certo, lasciatemelo dire: è un settore che non ha bisogno di ripartire, perché non si è mai fermato per garantire tutto a tutti. Le imprese, nessuna esclusa, oberate di obblighi ed impegni, stanno arrivando allo sfinimento, così come le famiglie dove, in molti casi, non ci sono o sono ridotte al lumicino, le possibilità di sopravvivenza civile. La foto dell’Italia in questo periodo, evidenzia una grande confusione, ambiguità, interpretazioni libere, provvedimenti a maglia larga con evidente impossibilità di esatta interpretazione, divergenze, abusi, manie di protagonismo e deliri di onnipotenza; della serie che noi non ci facciamo mancare niente!

Questo ed altro generano dolori di pancia che non fanno altro che alimentare focolai di protesta (al nord un Governatore, preoccupato, giustifica in un certo qual modo e quando tutto è nella norma della civiltà tipica,le attuali forme di protesta: qui si protesta, dice, perché la gente vuole tornare al lavoro). Da noi, aggiungiamo, vogliamo tornare al lavoro come al nord, ma con prospettive non solo di sopravvivenza, ma per crescere e far crescere l’Italia facendola tornare ad essere protagonista del benessere in Europa e nel mondo. E’ inutile nascondersi dietro ad un dito: la gente quando non avrà di cui sfamarsi potrebbe avere reazioni incontrollate».

Che fare allora? «Questo -conclude Galanti- è il nobile compito della politica: disinnescare le probabili agitazioni dando risposte concrete, percorribili ed immediate. E’ anche vero che noi cittadini, dobbiamo continuare a dimostrare, e lo sappiamo fare, il profondo senso di responsabilità, quello che abbiamo sempre dimostrato, ma maggiormente in questi due ultimi mesi.

Sono sicuro della “tenuta” di noi cittadini italiani e speriamo bene! Non ci arrenderemo, ma se dovesse maledettamente accadere, lo faremo con l’onore delle armi. In questa partita a “Monopoli” speriamo che le “probabilità” siano superiori agli “imprevisti”».

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