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Strada di Colle, lavori al via
La Salaria deve ripartire
Arquata chiede una zona franca

SISMA - Dopo il sopralluogo dell'Anas la frazione arquatana rivede la luce a oltre due mesi dalla frana che l'ha isolata. Parte anche l'intervento sulla vecchia "Nursina". Capitolo macerie, i fondi verranno gestititi direttamente dal commissario Legnini. Il vicesindaco Franchi: «Per ricominciare servono anche sgravi fiscali seri»
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di Luca Capponi

Entro una quindicina di giorni partiranno i lavori per sistemare la strada di accesso principale alla frazione di Colle. A fine marzo, un grande masso si era staccato dal costone soprastante per fortuna senza fare male a nessuno. Ora però l’isolamento del paese, un luogo bellissimo, deve terminare. Anche perchè Colle è l’unica frazione di Arquata che è rimasta pressochè indenne al sisma riportando pochissimi danni, e dove vivono quasi 100 persone e in molti possono ancora tornare.

La frana di Colle

L’auspicio, che arriva anche dal Comune, è che dopo l’incontro con l’Anas di mercoledì scorso si proceda celermente e nel rispetto dei tempi previsti, ma soprattutto con una soluzione definitiva.

Sempre sul capitolo strade, il comune ha sollecitato Anas a intervenire sul tratto di Salaria tra Acquasanta Terme e Arquata, come già doveva accadere prima del sisma. C’è da scogliere anche il nodo dei tratti affidati dalla ditta Carena, che è andata in fallimento bloccando di fatto tutto il progetto.

Ma la viabilità è fondamentale e non si può più attendere. «Sono partiti i lavori sulla vecchia “Nursina” che conduce a Forca Canapine, al più presto avremo nuova strada -aggiunge il vicesindaco di Arquata Michele Franchi-. L’obiettivo è anche lo sblocco dei piccoli cantieri, in particolare quelli sotto Vezzano, Arquata e per la strada di Pescara, bloccata a causa delle macerie».

Michele Franchi

Già, le macerie. Altro passaggio ormai divenuto tanto annoso quanto basilare. L’attesa è per l’ordinanza del commissario alla ricostruzione Legnini, come ribadisce lo stesso Franchi. «Aspettiamo con trepidazione il provvedimento che sposta i fondi dalla Protezione Civile alla struttura commissariale, da cui andrà a dipendere il tutto, e, si spera, anche l’accelerazione della rimozione delle macerie. Un passaggio nodale, perchè nelle frazioni perimetrate sono in partenza i piani di recupero. Spero che a breve ci siano novità in tal senso».

Sempre a breve, infine, ci sarà anche l’aggiudicazione definitiva al team dell’architetto Boeri a cui è stato affidato il compito di ridisegnare la rinascita di Arquata. «Cercheremo di non fare polemiche ed essere super partes ma soprattutto di dare mano ad analizzare le criticità con tutte le componenti coinvolte -ribadisce Franchi-. Sono convinto che lavorando in sinergia si possa ripartire».

Infine, una richiesta supportata anche dal sindaco Aleandro Petrucci, attualmente ancora ricoverato all’ospedale “Mazzoni” di Ascoli per problemi di salute, e che ben dipinge la situzione di zone martoriate prima dal terremoto e adesso dall’emergenza legata al Coronavirus. «Chiediamo al commissario Legnini che nei comuni più piccoli e danneggiati sia attivata una zona franca -conclude-. Non un mini cratere, ma la possibilità di ricominciare anche grazie ad incentivi e sgravi fiscali seri».

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