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Emergenza Covid, l’allarme del Nursing:
«Molti reparti degli ospedali
rischiano la chiusura»

CORONAVIRUS - Il sindacato degli infermieri continua a farsi sentire attraverso il dirigente Tassi: «Rischio chiusura se il trend di contagi prosegue in questo modo tra gli operatori sanitari. A distanza di 6 mesi dall’inizio della pandemia come le problematiche siano sempre le stesse»
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Emergenza Covid e sanità, il Nursing Up continua a farsi sentire. Invocando responsabilità oltre che un serio piano di efficace organizzazione per arginare la diffusione del virus.

L’interno dell’ospedale “Mazzoni” di Ascoli

«Ad oggi continuiamo a a ricevere segnalazioni riguardanti criticità nei presidi di Area Vasta 5 -dice Roberto Tassi, dirigente territoriale dell’organizzazione sindacale degli infermieri-. Per far fronte alla mancanza di posti per pazienti Covid e dare una risposta all’aumento esponenziale di ricoveri sono state adottate importanti modificazioni lavorative, nonostante ciò non sono stati presi provvedimenti concreti a salvaguardare del tutto la sicurezza degli infermieri e degli operatori sanitari, i focolai pregressi che hanno interessato l’ospedale di Ascoli sono una prova tangibile delle falle del sistema».

«Se il trend di contagi prosegue in questo modo tra gli infermieri e operatori sanitari, a stretto giro gli ospedali di Ascoli e San Benedetto saranno carenti di personale e molti reparti dovranno chiudere -continua Tassi-. Spiace dover constatare ancora oggi a distanza di 6 mesi dall’inizio della pandemia come le problematiche siano sempre le stesse. Nonostante i numerosi moniti e lo sciopero del 2 novembre scorso, chiediamo urgentemente alla direzione di Area Vasta 5 e a quella generale di sottoporre con modalità settimanali ai test rapidi tutti gli infermieri e gli operatori coinvolti nell’emergenza a qualsiasi titolo, con vie preferenziali a cadenza quindicinale, allo screening diagnostico dei tamponi naso faringei e /o sierologici».

rianimazione ospedale Covid

La rianimazione Covid del “Madonna del Soccorso” di San Benedetto

«Chiediamo poi di garantire agli stessi idonea fornitura e piena disponibilità giornaliera di tutti i dispositivi di protezione individuale -va avanti Tassi- di affrontare l’attuale carenza di personale, incrementando il numero degli infermieri e operatori sanitari adibiti all’assistenza, potenziando le dotazioni organiche dello Unità Operative soprattutto nei servizi che sono maggiormente coinvolti nella pandemia».

«Occorerebbe evitare le possibili promiscuità di pazienti Covid e non Covid con l’attuazione di percorsi puliti e percorsi sporchi sicuri in tutti i presidi ospedalieri -chiosa-. Concludiamo con un appello rivolto al neo assessore della sanità Saltamartini che ha annunciato l’assunzione dei 3.000 infermieri con la graduatoria della preselezione del concorso: riteniamo questa scelta infelice e non risolutiva. Chi potrà mai accettare un contratto di 3 mesi in questa situazione, considerando che la maggior parte di coloro sta lavorando in altre strutture private a tempo indeterminato o in strutture pubbliche con contratti a tempo determinato ma annuali?».




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