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Vaccini nelle mani dei medici di famiglia:
un altro passo avanti nella lotta al Covid

EMERGENZA CORONAVIRUS - E' iniziata la campagna vaccinale a domicilio. Avranno a disposizione un flacone di Moderna ed uno di Astra Zeneca. Italo Paolini, professionista di Arquata, spiega come si sta organizzando per rendere compatibile il servizio con la trasportabilità dei farmaci e le esigenze degli assistiti

Il dottor Italo Paolini

Un flacone di vaccino Moderna ed uno di Astra Zeneca alla settimana.

Questa la quantità di farmaco che per la prima volta oggi, 23 marzo, i medici di medicina generale dell’Area Vasta 5 hanno preso, insieme con l’elenco dei loro assisiti, over 80 e che non possono deambulare o raggiungere i punti vaccino per qualsiasi motivo.

E’ iniziata la campagna a domicilio. Un altro “piccolo” passo avanti nella lotta al Coronavirus.

La possibilità di affidare il servizio ai medici di famiglia alleggerisce il carico delle sedi vaccinali di Ascoli (palasport di Monticelli) e di San Benedetto (palasport “Speca”). Ma non solo.  Sono tanti, in particolare gli anziani, a sentirsi più sicuri se è il loro medico, che ne conosce ogni fragilità, a somministrare la dose di farmaco  appropriato.

«Abbiamo già iniziato ad organizzarci. Per prima cosa, è stato confrontato l’elenco degli utenti che hanno la prenotazione con tutti gli assisiti che rientrano nella categoria che dobbiamo vaccinare. Se manca qualche anziano, perché magari non aveva modo di poter prenotare, lo chiameremo».

A parlare è il dottor Italo Paolini, medico di medici generale di Arquata e di altri comuni dell’area montana.

Come sceglierete Moderna o Astra Zeneca?

«Parlo per me, ma ritengo valga per tutti. Conoscendo le patologie e la storia clinica di ogni assistito, sappiamo chi è idoneo e chi no».

Il dottor Paolini, ma non è l’unico medico a trovarsi in questa condizione, ha ambulatori – e quindi pazienti – in diverse località.

Come pensa di gestire il servizio considerano che dovrà andare a casa degli assistiti?

«Partiamo dalle caratteristiche di conservazione dei farmaci. A flacone integro, il Moderna, dopo essere stato scongelato, può stare in frigo per 30 giorni. L’Astra Zeneca 6 mesi.

Dopo il prelievo della prima dose, quindi una volta aperto il flacone, Moderna può stare tra 2 e 25 gradi per 6 ore.

Astra Zeneca tra 2 e 8 gradi per 48 ore, fino a 25 gradi per 6 ore.

Diciamo quindi che per trasportarlo da una casa all’altra, che sia siringa pronta o flacone, non ho più di 6 ore a temperatura ambiente».

Come intende muoversi allora?

«Io preferisco insiringare il farmaco in ambulatorio, per non sprecare le dosi e per farlo in maggiore sicurezza.

Avrò fino ad un massimo di 11 dosi. Quindi mi organizzerò, ma poi potrei decidere diversamente in base alle esigenze, radunando 5 o 6 visite domiciliari e altrettante in ambulatorio

Ci sono degli anziani che non possono raggiungere i punti vaccino solo perché troppo lontani e non a causa di patologie. Questi potrebbero invece venire facilmente in uno dei miei ambulatori, ad Arquata o Venarotta». 

C’è qualcuno tra i suoi assistiti che le ha già detto di non volere Astra Zeneca?

«Per ora no. E mi chiamano in molti per sapere quando inizio. Il vaccino non si può ordinare alla carta. L’ho spiegato bene ai miei assistiti.

Inoltre, i giorni di stop sono stati utili per studiare il farmaco. Ad esempio si è visto che i casi di trombosi non hanno mai riguardato gli anziani.

L’unico elemento che può creare problemi agli anziani è il fatto che, rispetto agli altri vaccini, l’Astra Zeneca può provocare febbre alta».

I medici di famiglia possono anche vaccinare personale scolastico e forze dell’ordine che sono tra i loro assisiti. Perché rientrano nelle categorie previste in questa fase.

L’auspicio è che presto sarà dato il via anche per vaccinare il resto della popolazione.



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