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Vaccini a domicilio per gli over 80,
i medici di famiglia
somministreranno il Moderna

EMERGENZA CORONAVIRUS - Al via da martedì 23 marzo, con un ritardo di una settimana dovuto allo stop di Astra Zeneca che i professionisti potranno somministrare a personale scolastico e forze dell'ordine. A rilento la campagna vaccinale per le persone vulnerabili a causa della scarsa disponibilità del farmaco adatto
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Personale sanitario addetto alla vaccinazione a Palasport di Monticelli

di Maria Nerina Galiè

Si parte martedì 23 marzo con la vaccinazione a domicilio da parte dei medici di medicina generale, dopo lo stop di Astra Zeneca che ha rinviato di una settimana il programma.

Lunedì 15 marzo i medici potevano andare a ritirare le dosi che erano già a loro disposizione nella farmacia dell’ospedale di San Benedetto ed iniziare la somministrazione. Lo stesso giorno l‘Aifa ha bloccato il farmaco.

I medici di medicina generale però, stavolta, non avranno soltanto l’Astra Zeneca.

«Ciascuno di loro – spiega la dottoressa Giovanna Picciotti, direttore del Distretto Sanitario di Ascoli – potrà ritirare un falcone di Moderna ed uno di Astra Zeneca alla settimana.

Ogni falcone contiene 11 dosi. Quindi ogni professionista potrà accontentare 22 persone alla settimana. Considerano che nel Distretto di Ascoli hanno aderito tutti e 74 i medici convenzionati, vuol dire che ogni settimana saranno vaccinate 1.628 persone in più».

Come saranno ripartiti i farmaci?

«Gli over 80 che non possono deambulare avranno il Moderna. Proprio per il fatto che hanno l’assistenza domiciliare li colloca nella categoria delle persone fragili. Quindi per loro ci vuole il Moderna.

Inoltre, i medici di famiglia potranno somministrare dosi di  Astra Zeneca  ai loro assistiti che rientrano nella categoria personale scolastico e forze dell’ordine e che hanno l’appuntamento dopo almeno 12 giorni. Perché è questo il tempo che impiega il portale di Poste per liberare lo slot».

Il fatto che Pfizer e Moderna arrivano con il contagocce, sta lasciando indietro gli utenti affetti da patologie e disabilità gravi.

«Si tratta di persone che rientrano nella categorie degli estremamente vulnerabili – precisa il dottor Claudio Angelini, direttore del Servizio Igiene e Sanità pubblica dell’Area Vasta 5 – e sono identificati attraverso il codice di esenzione per patologie.

Per alcuni di loro, come i dializzati, la vaccinazione è iniziata nel reparto ospedaliero che li ha in carico. Ma ce ne sono ancora molti in attesa. Ci sono i trapiantati o in attesa di trapianto – ma solo per citarne alcuni – le persone affette da sclerosi multipla, fibrosi cistica, anemia emolitica. e l’età va dai 16 anni in poi».

 

 



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