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Covid, meno 200 ricoveri
nelle Marche in una settimana:
solo 8 sono del Piceno

EMERGENZA CORONAVIRUS - Il reparto non intensivo del "Madonna del Soccorso" di San Benedetto segna un -14, ma 6 pazienti sono nella casa di cura privata. La Rianimazione è scesa di uno, come la Pneumo Covid del "Mazzoni", dove però la semi intensiva registra + 2

Gli ospedali “Mazzoni” di Ascoli e “Madonna del Soccorso” di San Benedetto

 

Il numero dei pazienti Covid ricoverati nelle strutture ospedaliere sta scendendo sensibilmente nelle Marche, un po’ meno nel Piceno.

Se una settimana fa – domenica 11 aprile – a livello regionale c’erano 857 persone distribuite nei reparti dedicati, oggi – domenica 18 aprile – ne sono 658.

Di questi, nel bollettino del Servizio Sanità regionale, ne sono registrati 96 in terapia intensiva (129 domenica scorsa) e 562 nei reparti non intensivi (ne erano 728). Ospiti nelle strutture territoriali, che però non sono annoverati tra i ricoveri, ce ne sono ora 246 (contro i 254 dell’11 aprile).

Nella provincia di Ascoli il calo più sensibile lo hanno registrato i reparti non intensivi, che erano anche quelli con il maggior numero di pazienti.

Nei reparti non intensivi Covid 1 e 2 del “Madonna del Soccorso” i ricoveri sono scesi a 38 (erano 52 l’11 aprile). Ma il -14 diventa un – 8 perché 6 pazienti sono nella casa di cura “Stella Maris” sempre della Riviera, un’ala della quale è stata adibita ai contagiati (leggi qui).

La Pneumo Covid non intensiva del “Mazzoni” ha registrato un paziente in meno: oggi 9 contro i 10 dell’11 aprile.

La semi intensiva a San Benedetto è rimasta invariata a 9 ricoveri.

Quella di Ascoli ne ha 2 in più: erano 6 domenica scorsa, oggi sono 8.

Per di più il report del Servizio regionale oggi segnala due pazienti in attesa di essere valutati per il ricovero sia nel Pronto Soccorso di Ascoli che in quello di San Benedetto.

Sono 10 i pazienti più gravi (contro gli 11 di una settimana fa), assistiti nella terapia intensiva del “Madonna del Soccorso” di San Benedetto, diretta dalla dottoressa Tiziana Principi che in più occasioni ha affermato che la Rianimazione Covid è sempre l’ultima a svuotarsi. E’ stato così nella prima ondata e nella seconda, sotto Natale.

Due i motivi. Il primo è legato alla tempo di ricovero che può superare i 20 giorni. Il secondo perché alcuni dei pazienti, a cui all’inizio è sufficiente un livello inferiore di cure, possono peggiorare. Quindi, fino a che ci sono pazienti con patologie da Coronavirus ricoverati, la Rianimazione deve restare in allerta.

Nel Piceno c’è anche la Rsa di Ripatransone, per pazienti pure contagiati che hanno bisogno di assistenza medica  costante ma non in regime ospedaliero, ad esempio i post ricovero. Ci sono attualmente 21 ospiti, come domenica scorsa.

m.n.g.



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