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Mirco Carloni
Graziella Ciriaci
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«Silenzio assordante sulle varianti al Prg,
nei programmi solo parole inutili»

SAN BENEDETTO - A lanciare l’allarme in vista delle prossime elezioni comunali è il coordinamento “Fermiamo il consumo di suolo, rigeneriamo la città”. Nel mirino la scelta della destra e di Forza Italia di candidare l’ingegner Massimo Mancini, coinvolto direttamente nel progetto, ma anche la mancanza di una chiara presa di posizione da parte del centrosinistra
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«Uno spettro si aggira per la città in campagna elettorale: è il silenzio sul futuro delle sei varianti al piano regolatore di San Benedetto».

Esordiscono così i rappresentanti del coordinamento “Fermiamo il consumo di suolo, rigeneriamo la città” di San Benedetto nel lanciare l’allarme sugli ultimi sviluppi della campagna elettorale, che stando al loro punto di vista non farebbe presagire nulla di buono per il destino urbanistico della città.

In particolare, a turbare gli animi del coordinamento è la scelta del centrodestra – nella fattispecie di Forza Italiadi presentare tra i candidati al consiglio comunale anche l’ingegner Massimo Mancini, tecnico progettista coinvolto nella questione varianti anche dal punto di vista professionale. Una sorta di dichiarazione di intenti, quella dei forzisti, che secondo il coordinamento sambenedettese darebbe un’indicazione chiara sulla direzione che verrà intrapresa nel prossimo mandato.

«Il messaggio è palese – spiegano i rappresentanti – “Siamo pronti per la cementificazione delle ultime aree libere di San Benedetto”.

Ricordiamo per inciso che siamo la città con la più alta percentuale di cementificazione delle Marche e d’Italia e che il consumo di suolo qui tocca limiti mai visti, con un trend peraltro in ascesa. Le ricadute negative sulla salute e sulla sicurezza del territorio sono proporzionali solo ai guadagni dei privati e, come al solito, la speculazione edilizia è pronta a finanziare le campagne elettorali di certe giunte e a garantire la stabilità del loro mandato».

Pasqualino Piunti

Se Piunti e il centrodestra sambenedettese finiscono inevitabilmente nell’occhio del ciclone, anche dall’altra parte della barricata fioccano critiche per il preoccupante silenzio delle ultime settimane.

«Questo “J’accuse” alle destre – proseguono gli esponenti del coordinamento – non deve però sollevare dalle responsabilità il centrosinistra, che al contrario non si è mai apertamente dichiarato sulla questione varianti.

La questione varianti al Prg è il grande “non detto” in città: c’è un silenzio assordante su questa multimilionaria faccenda e ciò riguarda anche la sinistra, perché i suoi ex dirigenti, i suoi sindaci storici che contribuirono a crearla – anzi, la vollero esplicitamente – ancora oggi sono i veri garanti delle loro liste. Persino quelli che si dichiarano Verdi – in riferimento al candidato Paolo Canducci, ndr – sono distanti dal proporre un veto esplicito a queste varianti, che è l’obiettivo minimo del nostro comitato».

Paolo Canducci

Prendendo atto delle volontà – più o meno espresse – dei due schieramenti, i rappresentanti di “Fermiamo il consumo di suolo, rigeneriamo la città” ribadiscono ancora una volta l’importanza di un confronto sulle tematiche ambientali e sulla pianificazione urbana, due temi che sulla carta dovrebbero figurare tra le priorità di un’agenda politica compilata a regola d’arte.

«Ogni programma elettorale – concludono amaramente – è come al solito pieno di belle ma inutili parole. San Benedetto di certo non è l’Amazzonia, ma se vogliamo fare qualcosa per l’ambiente e per noi stessi dobbiamo cominciare dal nostro giardino: sarebbe come lamentarsi dell’immondizia senza fare la differenziata in casa. Sul fatto che noi del coordinamento vogliamo ingessare l’economia della città, invece, potremmo anche essere d’accordo: come si ingessa un arto rotto in attesa della guarigione, noi vorremmo che questa città guarisse dalla frenesia di svendere le cose che ha più care».


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