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Ferrovia Salaria: dal Senato
parte invito al Governo,
progetto di fattibilità
ancora inesistente

ASCOLI - Nuova iniziativa del senatore Giorgio Fede per l'utilizzazione di quei 40 milioni previsti nel contratto di programma con RFI. Italia Nostra e Coordinamento danno appuntamento nella Sala della Ragione per venerdì. Tutti i sindaci della tratta San Benedetto-Ascoli invitati anche a prendere iniziative per migliorare l'intermodalità e la connettività delle fermate. Quel comizio del 26 novembre del 1903 per festeggiare lavori mai iniziati
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di Franco De Marco 

 

Alla vigilia degli “Stati Generali della Ferrovia Salaria”, convocati  per venerdì 26 novembre, ore 10, nella Sala della Ragione del capoluogo piceno, da “Italia Nostra” e “Coordinamento Ferrovia Salaria” con il patrocinio del Comune di Ascoli ed in partnership con l’Associazione Studentesca “Atelier 1” della Scuola di Architettura e Design “E. Vittoria”,  c’è una positiva novità.

La mappa della Ferrovia Salaria

Nella sua ultima seduta (23 novembre) la VIII Commissione Lavori Pubblici del Senato, della quale fa parte il senatore sambenedettese Giorgio Fede (M5S), ha approvato una Osservazione, riguardo alle previsioni del Ministero delle Infrastrutture, su proposta dello stesso senatore piceno, che dice testualmente: “Si auspica che, nell’ambito del finanziamento del contratto di programma RFI (Rete Ferroviaria Italiana, ndr), parte investimenti 2022-2026, di cui all’art. 134, sia destinata un’adeguata quota di risorse ai collegamenti ferroviari, esistenti e da sviluppare, dei territori colpiti da eventi sismici”.

Anche se, per motivi diplomatici, l’estensore dell’Osservazione, il senatore Fede, non cita specificatamente la Ferrovia Salaria, è evidente che l’obiettivo è questa opera. Perché è importante l’Osservazione, sempre naturalmente se sarà recepita dal Governo nella Legge di Bilancio? Perché può dare una ulteriore concreta spinta all’attuazione di quel famoso progetto di fattibilità della ferrovia San Benedetto-Roma.

Già nel 1903 ci fu un comizio della Provincia per festeggiare l’imminente inizio dei lavori. Invece i lavori non sono mai iniziati e almeno da venti anni si è tornati a parlare di tale opera che, soprattutto dopo il terremoto, è unanimemente considerata decisiva per la rivitalizzazione delle aree interne montane oltre che per un collegamento diretto con la capitale. Nel convegno di venerdì sarà fatto il punto sull’iter per la realizzazione di questo benedetto progetto di fattibilità a favore del quale si sono mobilitati cittadini e istituzioni.

Tante e tante prese di posizioni. Tanti e tanti annunci. Ma cosa c’è realmente di nero su bianco al momento? L’assegnazione di 40 milioni a RFI, come sancito sulla Gazzetta Ufficiale del 24 luglio scorso, relativamente al contratto di programma tra Governo e RFI, per la realizzazione anche “di studi di fattibilità  finalizzati al miglioramento dei collegamenti tra i capoluoghi  delle province dell’Italia Centrale compresi nel cratere sismico e Roma”.  Anche in questo caso l’impulso fu soprattutto di Fede.

Il senatore Giorgio Fede

A sostegno della Ferrovia Salaria si è formato un larghissimo schieramento istituzionale, trasversale ai partiti, con prese di posizioni molto nette. Il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti  si è messo a capo di tale schieramento. E allora? Allora venerdì dovrebbe emergere con chiarezza lo stato dell’arte e quali ulteriori passi e pressioni effettuare nei confronti del Governo nazionale a cui tocca accendere il motore di questa tanto auspicata opera. Ci vuole una spallata. Oppure si ammaini bandiera. Chi da sempre, anche prima del terremoto, sostiene l’opportunità della Ferrovia Salaria per collegare l’Adriatico al Tirreno, è la sezione di Ascoli di “Italia Nostra” e in particolare il suo presidente Gaetano Rinaldi, tanto che per il 26 novembre l’associazione da molti anni ricorda quel comizio del 1903.

Al convegno partecipano istituzioni, rappresentanti delle associazioni di categoria, degli ordini professionali e degli enti del terzo settore. «Sarà un evento – affermano Italia Nostra e Coordinamento Ferrovia Salaria, guidato dall’architetto Guido Benigni, che ha dato una forte accelerazione alla battaglia – che permetterà di far incontrare tutti gli aderenti al Manifesto per la Ferrovia Salaria affinché si possa fare il punto sulla realizzazione dell’opera e tracciare una linea condivisa per le iniziative comuni da intraprendere nel prossimo futuro».

Sono stati invitati,  oltre a coloro che hanno aderito al “Manifesto”, tutti i sindaci del territorio piceno e della Val Vibrata, i parlamentari locali e i consiglieri regionali. «Gli Stati Generali saranno anche l’occasione per poter dibattere con i sindaci del territorio – affermano i promotori dell’iniziativa –  riguardo il pendolarismo lungo la tratta ferroviaria Ascoli – San Benedetto e delle possibili azioni di miglioramento dell’intermodalità delle stazioni ferroviarie che gli stessi sindaci potrebbero intraprendere all’interno del territorio comunale di competenza. Per questo motivo gli amministratori locali interessati dal tronco ferroviario saranno invitati a sottoscrivere una lettera di intenti per impegnarsi ad intraprendere iniziative volte allo sviluppo dell’intermodalità e della connettività delle fermate ferroviarie con il contesto urbano di riferimento».




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