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Ascoli e il caso Sottil, una fase delicata: manca la voce della società

SERIE B - L'allenatore artefice della fantastica galoppata si è ormai arreso alle "sirene" udinesi. Manca solo un mese al raduno e in Corso Vittorio tutto tace. Attese le dichiarazioni del patron Pulcinelli, mentre il diesse Valentini sta individuando il sostituto. E il mercato? E Matt Rizzetta?
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Il patron Pulcinelli, il presidente Neri, il diesse Valentini

 

di Andrea Ferretti

 

Non ci sono più Lecce, Cremonese e Monza salite in A. Non ci sono più Vicenza, Alessandria, Crotone e Pordenone retrocesse in C. Arrivano tre retrocesse dalla A e quattro promosse dalla C. Cambia decisamente volto e geografia il campionato di Serie B 2022-2023 che vedrà ai nastri di partenza, con raduno fra un mese – anche i bianconeri dell’Ascoli. I colori sono sempre quelli, non altrettanto chi troveremo sotto maglie e tute. E’ il “gioco” dell’estate. Ma nel caso dell’Ascoli non c’è tanto da divertirsi. Il rischio – ormai viene dato per fatto – è Andrea Sottil che saluta per rispondere alle sirene dell’Udinese in A. Scelta più che comprensibile e da rispettare, ma che costringe la società di Corso Vittorio a fare chiarezza.

 

Sottil

Il patron Massimo Pulcinelli, grandissimo frequentatore dei social, che fa? Dopo le offese, sempre via social, al Benevento tutti si aspettano che rispunti per dire qualcosa. Per accorciare i tempi, chissà, magari anche il nome del sostituto di Sottil. In questo modo il campo verrebbe sgomberato da equivoci e dubbi di cui, dopo la fantastica galoppata appena conclusa, non se ne vede il bisogno. Nell’ultimo weekend il diesse Marco Valentini avrà prima chiarito la situazione con Sottil, poi sicuramente cominciato a contattare gli allenatori della “sua” lista. Vedremo cosa avrà riferito a Pulcinelli, e poi cosa l’attuale patron avrà detto a Matt Rizzetta, il socio americano che è di minoranza fino al 30 giugno per poi entrare possesso del 51% delle quote societarie.

 

Pulcinelli con Matt Rizzetta

Una delle armi vincenti dell’Ascoli quest’anno è stata la compattezza, sia a livello di squadra che di società. In questo momento, però, non è così. Giocatori richiesti, prestiti nebulosi, “sirene” varie, voci che si accavallano, la ciliegina finale di Sottil. Perché tutto questo? Tra un mese si riparte e quello che attende l’Ascoli è sicuramente un campionato molto più difficile di quello che si è lasciato alle spalle. Sia la società che il popolo bianconero lo sanno molto bene. Due delle tre che scendono dalla A vogliono ritornarci subito. Dalla C non salgono comparse. Tra quelle del passato torneo ce ne sono almeno una decina agguerrite come l’Ascoli. Cullarsi sull’aver raggiunto i playoff quest’anno potrebbe rivelarsi un boomerang mortale.




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