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Ascoli-Benevento: le lacrime dei giocatori, l’applauso dei tifosi (Foto)

SERIE B - E' andata male proprio sul più bello. Il Benevento, squadra esperta, ha costruito il successo sul gol tirando fuori tutta la sapienza calcistica, fatta soprattutto di quell’indisponente gioco di perdita di tempo, infortuni presunti, ululati da lupi ad ogni intervento
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di Lino Manni

 

La stagione dell’Ascoli si conclude con le lacrime agli occhi dei giocatori e il lungo e caloroso applauso dei tifosi. E’ andata male proprio sul più bello, quando nessuno se lo aspettava. Può succedere. La squadra di Sottil esce a testa alta per quello che ha fatto e quello che ha saputo fare durante la stagione regolare. Dionisi e compagni, dopo 17 anni, hanno riacceso alla grande l’entusiasmo del popolo bianconero e novanta minuti non possono certo cancellare le precedenti partite. Poteva essere un “Eurovision Song Contest 2022” al Del Duca. Una partita, tra l’altro, iniziata nel migliore per l’Ascoli che ha sfiorato a ripetizione il gol. Un vantaggio che sarebbe stato più che meritato. Però qualche errore in avanti e un paio di interventi decisivi del portiere del Benevento non hanno permesso all’Ascoli di sbloccare la partita. Una gara inadatta per i deboli di cuore quando alla prima occasione i sanniti hanno fatto gol. Una mazzata per gli undicimila del Del Duca che, dopo due teste rotte (Bellusci e Baschirotto), si son visti tagliare anche… le gambe. Ma i tifosi hanno continuato a ad incitare i propri beniamini.

 

Nella ripresa gli ospiti ci hanno fatto vedere… le streghe. Il Benevento, squadra esperta, ha costruito il successo sul gol tirando fuori tutta la sapienza calcistica, fatta soprattutto di quell’indisponente gioco di perdita di tempo, infortuni presunti, ululati da lupi ad ogni intervento. Si è giocato poco, quasi per niente, senza continuità con gli ospiti pronti a spezzare in tutti i modi i fraseggi. Un Benevento che si aggrappa a penose perdite di tempo disputando una partita al limite della sportività. Probabilmente avremmo fatto la stessa cosa anche noi. Novanta minuti non possono cambiare una cultura calcistica. Il colpo di testa di Dionisi poteva avere miglior fortuna, ma purtroppo non è andata. Anzi, il capitano, che nei novanta minuti ha cercato in tutti i modi di stimolare e trascinare i compagni, sul finire ha rimediato un rosso per la voglia di “stritolare” un avversario. Cala il sipario sul Del Duca con gli attori osannati dal pubblico. Cala il sipario sul campionato con la grande voglia di rivincita del popolo bianconero. Ne riparleremo dopo le vacanze quando nuovi nomi e nuovi calciatori riaccenderanno quell’entusiasmo mai sopito. Consiglio a tutti di giocare un terno secco sulla ruota di Napoli con i numeri 17 (gli anni intercorsi dagli ultimi playoff dell’Ascoli), 13 (il giorno fatale) e 9 (il numero di maglia di Lapadula che ha sentenziato la partita).

 

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