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Da Force a Montecitorio, Augusto Curti ce l’ha fatta: «Dai banchi dell’opposizione, mi metto a disposizione dell’intero territorio»

ASCOLI - Seppure il Partito Democratico non è uscito bene dalle consultazioni, l'ex sindaco del piccolo paese montano, secondo al plurinominale, è stato premiato dalla conta dei voti, arrivata in serata: «Lavorerò con impegno e grande senso di responsabilità»
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Augusto Curti

 

di Maria Nerina Galiè

«Provo una grandissima emozione»: sono queste le prime parole di Augusto Curti, sentito  appena avuta l’ufficialità di essere stato eletto alla Camera dei Deputati per il Partito Democratico, nel plurinominale, dopo una conta dei voti al cardiopalma, per lui che era secondo in lista dopo Irene Manzi.

 

L’abbraccio di Force, nei confronti dell’ex sindaco, è stato fortissimo in sede di voto: nel piccolo paese dell’entroterra piceno l’affluenza alle urne è stata di gran lunga superiore al resto dei comuni della provincia: ha votato infatti il 78,98%, mentre in pochi altri centri del Piceno si è raggiunto il 70% e la maggioranza si è attestata tra 63 ed il 68%.

Force è andata anche in controtendenza, rispetto agli altri comuni, per aver segnato una percentuale di affluenza più alta delle precedenti consultazioni (77,77%).

 

Ora la famiglia di Augusto Curti si è allargata. E non solo perché è diventato papà per la seconda volta, due giorni prima delle elezioni.

 

Curti, da deputato, seppure ancora frastornato dall’atteso risultato, di una cosa è certo: «Dai banchi dell’opposizione, mi metto a disposizione del mio territorio, che ora si estende alle Marche intere e dove sono ancora molte le criticità da superare».

 

Un territorio che non ha premiato ai voti il partito che lo ha presentato: «Il risultato ottenuto dal Partito Democratico, ovviamente, non ci è piaciuto.

Ma non per questo verranno meno l’impegno ed il senso di grande responsabilità che fin da ora sento addosso. Le urne hanno riconosciuto il capillare lavoro svolto». 

 

Curti ha guidato Force per ben tre mandati consecutivi, dal 2006 al 2021, ed è coordinatore Anci dei piccoli Comuni.

La sfida più grande per lui, negli anni da sindaco, senza dubbio è stato il terremoto del 2016, seguito dagli anni complicati di una ricostruzione che ancora non vede completamente la luce.

Ora la sua battaglia per la ripartenza potrà contare su un campo di respiro nazionale, per portare avanti il suo lavoro, senza smettere di strizzare l’occhio alla sua terra.



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