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Superbonus e ricostruzione, Cna e Confartigianato: «Maggiori garanzie per il bene di tutto il Piceno»

ASCOLI - Tra le proposte emerse dopo il convegno del 30 giugno, al Teatro dei Filarmonici, «l’indispensabile sblocco dei 30 miliardi in crediti incagliati, per allontanare lo spettro del fallimento per quasi 40.000 imprese della filiera». Un plauso dalle associazioni all'operato del commissario Castelli: «C’è però ancora molto lavoro da fare per restituire alle aree interne il loro antico splendore»
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Arianna Trillini e Natascia Troli, presidenti di Cna picena e Confartigianato Ascoli

 

Le criticità che da ormai troppi mesi condizionano quotidianità e prospettive del settore edilizio destano grande preoccupazione per le sorti dell’intero tessuto economico del Piceno tra le associazioni di categoria del Piceno, unite per tutelare gli interessi di imprese e cittadini.

Sulla scia delle considerazioni espresse nell’ambito de “Le nuove frontiere dell’edilizia”, il convegno promosso lo scorso venerdì 30 giugno al Teatro Filarmonici dalla Cna di Ascoli, in collaborazione con il Comune, la Cna Picena e Confartigianato Ascoli, fanno fronte comune evidenziando le minacce e i rischi che attualmente tengono sotto scacco il comparto delle costruzioni.

 

A cominciare, ovviamente, dai bonus edilizi, con il solo Superbonus che nei primi 10 mesi del 2022 aveva attivato investimenti per oltre 74 miliardi di euro e che oggi è invece alle prese con un drastico ridimensionamento.

La decisione di rinunciare allo sconto in fattura e alla cessione dei crediti sui bonus fiscali ha inevitabilmente prodotto un impatto fortemente negativo.

Lo ha prodotto sulle aspettative di crescita e sui livelli occupazionali, mettendo a repentaglio il destino di un meccanismo virtuoso, a scapito di famiglie e aziende – attive non solo nel settore edilizio – che da troppo tempo attendono risposte certe.

Come evidenziato da Cna e Confartigianato, è necessario ridefinire tempestivamente il sistema degli incentivi per tutelare la riqualificazione energetica e la messa in sicurezza degli immobili, dando nuova linfa a uno strumento in grado di garantire una crescita economica certificata dagli oltre 50 miliardi all’anno di investimenti privati aggiuntivi dell’ultimo biennio.

 

In questo senso, il coinvolgimento degli enti locali nell’indispensabile sblocco dei 30 miliardi di euro in crediti incagliati permetterebbe di allontanare lo spettro del fallimento per quasi 40.000 imprese della filiera, tutelando le dinamiche economiche di un territorio che, peraltro, deve ancora fare i conti con le drammatiche ripercussioni del sisma del 2016 sul fronte sociale e imprenditoriale.

Dopo anni di silenzi e attesa, la proroga del Superbonus, della cessione del credito e dello sconto in fattura nell’area del cratere, unita all’impegno costante e ai notevoli risultati ottenuti dal commissario straordinario per la Riparazione e la Ricostruzione Guido Castelli e dall’intera struttura commissariale rappresentano indubbiamente segnali incoraggianti sul fronte della ricostruzione.

C’è però ancora molto lavoro da fare per restituire alle aree interne il loro antico splendore.

Dal punto di vista di Cna e Confartigianato, un ulteriore passo avanti in questa direzione potrebbe essere garantito dallo scorrimento delle graduatorie relative a NextAppennino, con un ampliamento della platea dei beneficiari che consentirebbe di esprimere la virtuosa progettualità elaborata dalle imprese e di dare nuova linfa agli investimenti per la riqualificazione del Piceno.

«Di fronte alle difficoltà che oggi mettono a dura prova la stabilità delle nostre aziende, il comparto edile rischia di perdere la preziosa funzione trainante svolta negli ultimi anni nei confronti del tessuto imprenditoriale locale – dichiarano Arianna Trillini e Natascia Troli, presidenti, rispettivamente, di Cna picena e Confartigianato Ascoli -.

Come associazioni di categoria, chiediamo alle istituzioni maggiori tutele nei confronti di chi ogni giorno mette la propria professionalità al servizio del Piceno per restituire alla comunità un territorio realmente ricostruito, anche sul fronte sociale ed economico».


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