facebook rss

Tante lingue, religioni diverse e un’unica preghiera per la Pace (Foto)

ASCOLI - Toccante e significativo il momento conclusivo, fortemente voluto dal vescovo Palmieri, della due giorni dell'Earth Day, in Piazza Arringo, dove si sono radunati cristiani, ebrei e mussulmani, sul palco allestito davanti al Duomo e tanti anche in platea. Tra le iniziative ha fatto riflettere la tavola rotonda in Cattedrale, alla presenza, tra gli altri, del presidente della Cei Matteo Maria Zuppi e della giornalista Asmae Dachan
...

 

di Maria Nerina Galiè

 

Non importa in quale lingua oppure a quale entità superiore: è stata ad una sola voce la preghiera per la pace che si è levata ieri, domenica 14 aprile, in Piazza Arringo, ad Ascoli, dove si sono radunati cristiani, ebrei e mussulmani, sul palco allestito davanti al Duomo e tanti anche in platea.

Il suggestivo momento ha concluso la due giorni dedicata all’Earth Day di Ascoli, “Articolo 9 – Una sola terra”, organizzato dalla Diocesi di Ascoli e che ha coinvolto, a partire da sabato 13, tutta la cittadinanza, a coronamento di una serie di iniziative promosse nel corso dell’anno e rivolte a giovani, adulti, amministratori, professionisti.

La preghiera interreligiosa, coordinata da don Francesco Guglietta e che ha fatto seguito alla messa celebrata sul Sagrato della Cattedrale, è stata fortemente voluta dal vescovo Gianpiero Palmieri, sulla scia di quanto fece nel 1986 Giovanni Paolo II: «Disse che tutte le religioni hanno nel loro Dna la pace e  tutte, nella loro storia, hanno tradito questo loro Dna. Per questo riunì tutte le religioni ad Assisi, per pregare insieme».

Si è pregato, alternando gli interventi con i canti del Jericho Gospel Choir, con Sonia Bali, induista, che ha introdotto e letto alcuni mantra, con una piccolissima comunità monastica formata da un monaco russo e uno ucraino, con l’Imam Mustapha Batzami che ha letto un brano del Corano, con lo stesso don Francesco, poi in ebraico e con la testimonianza registrata del parroco di Gaza Padre Gabriel Romanelli, in un crescendo di emozioni, che ha portato i presenti all’ascolto dell’accorato intervento, andato in onda sul ledwall, del Patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa.

«Non c’è pace senza giustizia – ha affermato – ma non ci sarà giustizia se i nemici non si daranno il perdono. Qui la situazione è molto difficile. Quello che crea maggiore disorientamento è la mancanza di certezza sul futuro, sull’uscita dalla crisi.

Abbiamo bisogno di grande coraggio e di leadership in grado di aprire gli orizzonti, che oggi purtroppo mancano. Quello di cui tutti qui abbiamo bisogno, cristiani, ebrei, musulmani, è la vicinanza. Esprimere questa empatia è necessario, come anche cercare sempre occasioni di incontro e di relazioni, senza la quale la pace non si potrà costruire».

Tra le iniziative organizzate per l’Earth Day di Ascoli, è stata molto partecipata ed ha invitato ad un’attenta riflessione, la tavola rotonda di sabato 13 aprile, in Cattedrale, alla presenza del presidente di Earth Day Italia Pierluigi Sassi, del presidente della Cei il cardinale Matteo Maria Zuppi, del direttore generale affari politici e sicurezza della Farnesina Pasquale Ferrara, della giornalista italo-siriana Asmae Dachan e del vice presidente dell’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo Maurizio Simoncelli.

«Il tema dell’ambiente – ha esordito il vescovo Palmieri – è intessuto strettamente con quello della pace. Mai come oggi la pace in Europa è minacciata e oggi la città di Ascoli e la comunità diocesana in questa Cattedrale, si ferma e vuole riflettere sul tema della pace».

Un anelito di speranza e un appello ai ministri del G7 è quello che proviene da Asma Dachan: «Le nuove generazioni – ha affermato – hanno una consapevolezza maggiore di quelle precedenti su tanti temi.

I giovani, oggi, sono più inclusivi, ripudiano la guerra, si mobilitano in maniera originale, creando reti internazionali attraverso il web, e punta su un maggiore equilibrio tra maschile e femminile.

Ho fiducia in loro e, dando loro spazio nella politica, sono sicura che contribuiranno a cambiare le cose in meglio. Ai ministri del G7 dico di guardare i lori figli o nipoti e pensare che sono uguali a tutti i bambini del mondo. Se desiderano per loro salute, istruzione, anche tutti gli altri bambini ne hanno diritto. Questo è l’unico modo per camminare nel mondo».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X