di Walter Luzi

 

Si sono ritrovati a 50 anni esatti dal loro diploma in Enologia conseguito all’istituto tecnico Agrario “Celso Ulpiani”. La foto ricordo scattata seduti sulla scalinata dell’Istituto Tecnico Agrario. La “loro” scuola. Il ricordo dei compagni che non ci sono più, mai venuto meno. Che, anzi, rivive ad ogni ritrovo, con le donne a loro più vicini, invitate a condividere la festa e la loro memoria. Dina, la moglie di Valentino Cameli. Ed Emiliana, la sorella di Clemente Lucidi.

 

Quella classe di Enologia non ha mai lasciato indietro neppure uno bocciato, in terzo, Giorgio Del Vecchio. Anche se si diplomato l’anno successivo i suoi compagni lo hanno sempre coinvolto nelle loro iniziative, e considerato uno della loro classe a tutti gli effetti.

 

La classe oggi. Da sinistra in piedi: Ennio Vallese, Domenico D’Angelo, Dina per Valentino Cameli, Giorgio Del Vecchio e Pietro De Santis. Seduti da sinistra: Mauro Acciarri, Rocco Pasetti, Daniele Fava e Quintilio Silvestri 

 

Una foto a segnare un’epoca. Quella di sabato 14 febbraio 1976, il giorno di San Valentino, patrono degli innamorati, nel salone delle feste dell’Hotel Relax di San Benedetto fu una serata di Carnevale memorabile. Una edizione di “Enotria”, il tradizionale veglione open, organizzato dai ragazzi dell’ultimo anno, di cui si parlerà a lungo. Ad animare quella lunga notte di balli e bisboccia, venne chiamato addirittura un big della canzone italiana dell’epoca. Nicola di Bari. Che solo pochi anni prima, fra il 1971 e 1972 aveva vinto due edizioni consecutive del Festival di Sanremo ed una di Canzonissima.

 

La classe del 1976. Da sinistra Annibale Franconi, Domenico D’Angelo, Valentino Cameli, Daniele Fava, lo special guest di quella serata memorabile Nicola di Bari, Mauro Acciarri, Rocco Pasetti, Pietro De Santis, Ennio Vallese e Quintilio Silvestri.

 

I ragazzi si ricordano ancora la bella cifra che gli sborsarono per averlo quella notte al Relax: un milione e quattrocento mila delle vecchie e care lire. Era, quella, l’epoca in cui il vino era considerato un alimento per tutti, immancabile su ogni tavola, e non, come oggi, un lusso per pochi fini intenditori, o un capriccio ristretto a incontri conviviali e giorni di festa da ricordare. In Italia, il consumo medio di vino è andato progressivamente scendendo fino ai circa trenta litri annui pro capite di oggi, dagli oltre cento di quegli anni Settanta. Ben sei erano stati quelli di studio completati da quei nove giovani nel 1976.

 

Il sesto corso di Enologia che era stato istituito per la prima volta, all’”Ulpiani”, nel 1971. Quell’anno gli scritti degli esami di maturità vennero rinviati in extremis, dal primo luglio, al giorno successivo, per una fuga di notizie dal Ministero della Pubblica Istruzione. Le tracce dei temi di esame erano infatti sfuggite alla indispensabile segretezza e si era imposta, in fretta e furia, la loro sostituzione.

 

Mezzo secolo dopo si celebra la nuova reunion, quella d’oro, di quella classe, al “Capriccio degli dei” di Ascoli. Oramai sono quasi tutti in pensione, ma nelle loro vite hanno fatto i lavori e le professioni più disparate. Ma senza mai perdere quel legame speciale nato su quei banchi del “Celso Ulpiani”.

 

Ennio Vallese è stato Ispettore del Lavoro in Agricoltura nel vicino teramano. È lui a farsi efficacemente interprete, nelle poche e toccanti righe riportate in una pergamena ricordo, del pensiero dei propri compagni. Ha scritto: «A cinquant’anni dal nostro diploma il nostro cuore si riempie di gratitudine e nostalgia.

Nelle aule dell’Ulpiani abbiamo imparato nozioni, ma anche valori come l’amicizia e il rispetto.

Abbiamo avuto docenti che ci hanno guidato con passione e pazienza, lasciando un segno che il tempo non ha cancellato.

Ritrovarci nel nostro Istituto dopo mezzo secolo significa riconoscere che questa scuola è stata molto più di un luogo di studio, è stata una casa, un punto di partenza, una bussola per la vita. Cinquant’anni fa eravamo ragazzi pieni di sogni, di speranze, e curiosità per il nostro futuro. Questo è stato il luogo di cultura che ha illuminato le strade che abbiamo percorso e continuiamo a percorrere.

La cultura e l’istruzione scolastica servono a non servire».

 

Lasciano questo messaggio agli studenti di oggi del nostro “Ulpiani”: «L’oggi costruisce il domani. Nel nostro peregrinare planetario possiamo confermare che la Cultura è l’unico bene dell’Umanità che, condiviso, anziché diminuire aumenta. Questa ricorrenza non è solo un anniversario, è la testimonianza precisa di una amicizia che ha saputo attraversare il tempo. Amicizia e condivisione sono i veri motori della vita».

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