
Francesco Ameli
Le sempre più frequenti ondate di calore impongono una riflessione sul modo in cui vengono progettate e gestite le città. A sostenerlo è Francesco Ameli, segretario provinciale del Partito Democratico di Ascoli Piceno, che interviene sul tema dell’adattamento urbano ai cambiamenti climatici.
«Il caldo non è più un’emergenza. È la nuova normalità», afferma Ameli, sottolineando come l’aumento delle temperature e la maggiore durata delle ondate di calore stiano diventando fenomeni sempre più ricorrenti, con conseguenze significative soprattutto per anziani, bambini e persone fragili.
Secondo il segretario dem, è necessario superare la logica degli interventi emergenziali e avviare una pianificazione urbana capace di prevenire gli effetti del caldo estremo: «Dobbiamo iniziare a progettare una città pensando anche al caldo», osserva.
Tra le proposte avanzate vi è quella di sviluppare una vera e propria «urbanistica dell’ombra, attraverso l’incremento delle aree verdi, la piantumazione di nuovi alberi, la realizzazione di superfici permeabili e la riduzione, dove possibile, di asfalto e cemento. Ogni volta che si realizza una nuova piazza spariscono gli alberi», evidenzia, sostenendo la necessità di invertire questa tendenza.
L’esponente del Partito Democratico propone anche la creazione di una rete di rifugi climatici cittadini, individuando in biblioteche, musei, centri civici e altri edifici pubblici i luoghi da rendere disponibili nelle giornate più calde. Strutture che potrebbero offrire gratuitamente spazi climatizzati, acqua e aree di sosta per la popolazione.
«In molte città europee queste politiche sono già realtà», sottolinea Ameli, ricordando come il contrasto agli effetti del cambiamento climatico non possa limitarsi alle allerte meteo, ma debba tradursi in una diversa concezione dello sviluppo urbano.
Per il segretario provinciale del Pd, ogni nuovo intervento urbanistico dovrebbe essere valutato anche in base alla capacità di generare ombra e mitigare le temperature: «Una piazza senza alberi, un parcheggio completamente asfaltato o uno spazio pubblico privo di verde oggi non sono solo una scelta progettuale, ma un problema», conclude.
Da qui l’appello alla politica affinché affronti il tema con una visione di lungo periodo: «Il caldo continuerà a esserci. La differenza la farà la capacità di pianificare il futuro invece di rincorrere ogni estate l’ennesima emergenza».














