
(Immagine di reprtorio)
Quotazioni in crescita per numerose specie ittiche commercializzate al Mercato Ittico di San Benedetto del Tronto. A rilevarlo è PescAgri Cia Marche, che segnala un incremento dei prezzi a pochi giorni dall’avvio del fermo biologico, un andamento influenzato anche dall’aumento dei costi del carburante che gravano sull’attività della flotta peschereccia.
Tra i prodotti che hanno registrato le quotazioni più elevate spiccano gli scampi di prima categoria, arrivati a toccare punte massime di 64 euro al chilogrammo, con un prezzo medio d’asta di 57,30 euro. Valori sostenuti anche per il pesce San Pietro, con una media di 36,07 euro per il prodotto di maggior pezzatura, e per le mazzancolle, attestate intorno ai 30,70 euro al chilo.
Elevate quotazioni anche per il calamaro mezzano (21,81 euro), la ricciola (19,90 euro), lo scorfano grande (19,38 euro) e il moscardino bianco (13,83 euro).
Più contenuti, invece, i prezzi di alcune specie considerate meno pregiate, come il lanzardo, la calappa e il gattuccio.
Per quanto riguarda il nasello, una delle specie più presenti sul mercato, le quotazioni medie hanno oscillato tra gli 8 e gli 11 euro al chilogrammo a seconda della pezzatura.
Secondo PescAgri Cia Marche, l’avvicinarsi del fermo biologico contribuisce tradizionalmente a sostenere i prezzi, in un contesto già caratterizzato da costi di gestione elevati per le imprese della pesca.














