Matteo Brunori si racconta davanti a un caffè, anzi un “Espresso Cadetto”. È questo il titolo del podcast ufficiale della Serie B che con questo format viaggia per l’Italia andando a conoscere e ad approfondire le protagoniste del campionato. Questa volta è toccato all’Ascoli Calcio, a rappresentarlo c’erano appunto l’ex Palermo e il capitano Marcos Curado.

Brunori ospite del podcast
Subito un inizio choc. «Ho pensato di smettere con il calcio. Sono arrivato tardi “tra i grandi” dopo un saliscendi nel quale ho calcato tutti i campi fino alla Serie C, ma è stato bello e formativo confrontarsi con realtà diverse», ha raccontato prima di un pensiero al nonno che gli ha dato la forza di non mollare.
«Andavo in moto, ma la mia famiglia aveva paura e alla fine ho scelto il calcio». Uomo dalle mille passioni.

Matteo Brunori con il direttore sportivo Matteo Patti sul terreno del “Del Duca” (foto Ascoli Calcio)
Nel suo passato la Sicilia, secondo miglior marcatore all time nella storia, dietro a Fabrizio Miccoli, con 76 gol in 176 presenze: «Ho i brividi solo a pensarci. Ogni volta che parliamo di Palermo mi emoziono. Mi hanno dato tutto e ho cercato di restituirlo in campo». E da lì l’Ascoli. Un po’ a sorpresa.
«Ero fuori rosa e cercavo un progetto ambizioso. Ho parlato con Patti e Tomei, e dico che rifarei questa scelta perché ho trovato umiltà e sacrificio. Sognavo di esordire con un gol». Stuzzicante la domanda sugli obiettivi personali, 17? «Magari…ma non me li sono mai posti. Voglio aiutare la squadra».
Chiude con un’altra sua passione, i tatuaggi. «Uno in caso di salvezza? Mi piacciono – risponde Brunori – e qualche posto vuoto ce l’ho ancora (ride, ndr)». Nel frattempo però il bomber ha già lasciato un segno, piccolo e d’effetto proprio come un caffè. Tomei gli dà fiducia, la titolarità contro l’Avellino è un indubbio attestato di stima verso un calciatore motivato, da recuperare ma già sulla via del gol.


































