Il RENTRI, il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, è ormai realtà per la stragrande maggioranza delle imprese italiane. Dopo tre finestre di iscrizione scaglionate — l’ultima chiusa lo scorso 13 febbraio — il sistema che digitalizza registri di carico e scarico e formulari di identificazione dei rifiuti riguarda oggi anche le microimprese: officine, laboratori artigianali, piccole realtà produttive che fino a ieri gestivano tutto su carta. Abbiamo chiesto all’ingegner Fabio Tedeschi, fondatore di GEOS, di aiutarci a capire cosa comporta davvero questo cambiamento.

 

Ingegner Tedeschi, partiamo dalle basi: cos’è esattamente il RENTRI?

«È il nuovo sistema digitale con cui lo Stato traccia il percorso dei rifiuti, dal momento in cui vengono prodotti fino al loro smaltimento o recupero. Per quasi trent’anni le aziende hanno gestito questi adempimenti su carta: registri, formulari, timbri. Il RENTRI sostituisce tutto questo con una piattaforma unica, obbligatoria per legge, che richiede dati precisi e trasmissioni puntuali. Non è un’opzione: è un obbligo con scadenze e sanzioni».

 

Perché le aziende devono adeguarsi proprio ora?

«Perché il calendario di iscrizione, definito dal decreto ministeriale del 2023, si è ormai completato. Le imprese più strutturate si sono iscritte nel 2025, ma la platea più ampia — piccole imprese con pochi dipendenti che producono anche solo rifiuti pericolosi in quantità minime — è quella che ha dovuto adeguarsi nell’ultima finestra, chiusa a febbraio. Molte di queste realtà non hanno una struttura interna dedicata all’ambiente: per loro il RENTRI è un cambio di passo importante, spesso vissuto con ansia».

 

Cosa comporta in pratica la nuova normativa?

«Comporta responsabilità puntuali: ogni movimentazione va registrata digitalmente, i dati vanno trasmessi entro tempi precisi, e dal 13 febbraio è scattato anche l’obbligo del formulario digitale per i rifiuti pericolosi — con estensione progressiva agli altri flussi entro settembre. Un errore nei dati, un ritardo, una dimenticanza possono generare sanzioni che vanno da poche centinaia a diverse migliaia di euro, oltre al rischio reputazionale in caso di controlli. Il problema non è la burocrazia in sé, ma la complessità tecnica: molte aziende si sono trovate a dover scegliere e imparare a usare un software, diventando di fatto “esperte” di una materia che non è il loro mestiere».

 

Ed è qui che entra in gioco GEOS?

«Esatto. Il nostro punto di partenza è stato osservare cosa offriva il mercato: quasi sempre un software, per quanto ben fatto, che lascia comunque all’azienda l’onere di capirlo, popolarlo e usarlo correttamente. Noi abbiamo scelto un approccio diverso: non vendiamo uno strumento, offriamo un servizio completo. L’azienda ci invia i dati tramite la nostra app, pensata per essere semplice e intuitiva: bastano una foto o pochi click. Da lì in poi siamo noi, con un team di tecnici dedicati, a controllare i dati, compilare i registri e trasmetterli al RENTRI nel rispetto delle scadenze. Zero formazione richiesta, zero tempo sottratto al lavoro quotidiano».

 

Cosa rende questo approccio davvero diverso da un software di gestione?

«La responsabilità che ci assumiamo. Con un software qualsiasi, se c’è un errore di compilazione, la conseguenza ricade sull’azienda. Con GEOS, se l’errore è nostro, paghiamo noi eventuali sanzioni. È una garanzia concreta, non uno slogan, ed è il motivo per cui molte imprese del territorio ci hanno scelto: non comprano un programma, comprano tranquillità. A questo si aggiunge la solidità del gruppo a cui apparteniamo: GEOS lavora fianco a fianco con Tedeschi & Partners, e insieme, all’interno di Mooders Group, mettiamo a disposizione delle aziende un ventaglio di competenze — dalla gestione rifiuti alle autorizzazioni ambientali, dalla sicurezza alla consulenza tecnica — che permette di affrontare la complessità normativa con un unico interlocutore, invece di rincorrere consulenti diversi per ogni adempimento».

 

Un consiglio alle aziende che devono ancora mettersi in regola?

«Non aspettare l’ultimo momento. Chi si affida a un partner esperto fin da subito evita errori, sanzioni e soprattutto lo stress di dover diventare, da un giorno all’altro, specialisti di normativa ambientale. Il nostro compito è proprio questo: prendercene cura noi, per lasciare alle aziende il tempo di fare il proprio lavoro».

Per scoprire come GEOS semplifica la gestione del RENTRI, visita il sito.

(Articolo promoredazionale)

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