
Il Camping “Vettore” a Balzo
di Luca Capponi
Mai come in questo momento Montegallo, luogo simbolo di bellezza e pace (nonostante il sisma), rappresenta un terreno tanto rovente quanto minato. Le indagini della Procura di Ascoli sul sindaco Sergio Fabiani (che è anche presidente della Provincia) e sul vice Tiziano Pignoloni, accusati di abuso di ufficio, stanno suscitando un vespaio. Politico e non. I due sono indagati per come hanno gestito la situazione sisma in quel maledetto 24 agosto, in particolare la destinazione degli sfollati, ospitati nelle ore successive al terremoto nel camping “Vettore” gestito dalla moglie dello stesso Pignoloni in località Balzo. Una situazione su cui si è posata la lente della Procura. In attesa dei riscontri, piovono richieste di dimissioni per i due. Che però si difendono dalle accuse.

Il vicesindaco Tiziano Pignoloni (foto Vagnoni)
«Sono fiducioso nella magistratura e spero si faccia luce al più presto su questa spiacevole situazione -esordisce Pignoloni-. Durante quella notte abbiamo pensato solo a dare un tetto, un bagno e del cibo caldo a persone, anziani, malati e bambini che, diversamente, sarebbero rimasti fuori di casa e senza nulla. Sapevamo del piano di evacuazione al campo sportivo, ma in quei momenti c’erano concitazione e gente in strada spaventata, il nostro pensiero è stato subito di dare assistenza. C’era poco tempo per pensare, era necessario agire immediatamente. L’idea è stata di venire qui, la struttura aveva tenuto bene alla prima scossa. Molti turisti, capendo la situazione, sono andati via lasciandoci a disposizione i bungalow. Abbiamo accolto circa 500 persone nelle prime ore, abbiamo messo le sdraie della piscina dentro al ristorante per farci entrare tutti, poi i posti sono finiti. Penso che io e il sindaco abbiamo fatto la cosa giusta agendo d’istinto ma col cuore; era inaccettabile pensare di portare gente in un campo sportivo dove non c’era niente, in mezzo a un prato senza un servizio igienico o una copertura».

Sergio Fabiani
Poi la sottolineatura: «Né io né mia moglie abbiamo preso soldi per l’accoglienza data ai nostri concittadini in quei drammatici minuti. E volevo anche ricordare che alcuni di quelli che parlano e lanciano strali contro di me sono stati ospitati nei bungalow con bagno, tv e tutti i confort. I cittadini sono indignati da questi comportamenti, soprattutto coloro che dormivano in tenda». «Sono amareggiato -conclude Pignoloni- perché non mi aspettavo un simile epilogo ma allo stesso tempo sono lusingato dai tanti attestati di stima e solidarietà che mi sono arrivati. Persone che non vedevo o sentivo da mesi mi hanno esternato la loro vicinanza e mi hanno commosso. Compresa la vicepresidente della Regione Anna Casini che mi ha invitato ad andare avanti e a non mollare; così farò».

Tamburri del Movimento 5 Stelle
Intanto, però, arrivano le contestazioni del Movimento 5 Stelle, con Massimo Tamburri (candidato sindaco ad Ascoli) e il consigliere regionale Peppe Giorgini. «Chiediamo a Fabiani di fare un passo indietro -attaccano-. Ferma restando la presunzione di innocenza garantita dalla legge, sul piano dell’azione penale, e augurandoci che la vicenda si chiarisca al più presto nelle sedi giudiziarie, non possiamo allo stato non chiedere, a chi ricopre ben quattro incarichi istituzionali (Fabiani è anche presidente dell’Ato e vice presidente del Consorzio Industriale), di cui tre hanno a che fare con la gestione dei finanziamenti pubblici legati agli eventi sismici, di farsi da parte e rassegnare subito le dimissioni dalle cariche politiche rivestite. Sarebbe un gesto di correttezza politica e istituzionale nei confronti dei cittadini, dato che nessuna ombra può esserci su chi ricopre incarichi istituzionali di così delicata importanza».
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