Voto, sisma, flash mob e polemiche. Dopo l’annuncio della manifestazione di Fratelli D’Italia con Giorgia Meloni il 21 febbraio sotto la sede dell’ufficio speciale della ricostruzione, arriva l’affondo del Pd. «A proposito del flash mob organizzato dalla Meloni e dal presidente del Consiglio Comunale di Ascoli Piceno -afferma la vice presidente della Regione, Anna Casini- vorrei precisare che i dati dimostrano che dei 52 progetti di ricostruzione presentati dai cittadini di Ascoli in corso di esame, 30 sono negli uffici del Comune di Ascoli in attesa del parere di conformità e non languono all’Ufficio della ricostruzione che invece sta svolgendo seriamente il suo servizio.

Francesco Ameli
Se questa protesta fosse per il bene dei cittadini visti i numeri sarebbe più sensato farla davanti al Palazzo dell’Arengo. Se invece, come penso, l’ iniziativa è mera speculazione elettorale, che vengano a farla sotto la Regione lasciando lavorare in pace sia i dipendenti dell’Ufficio Ricostruzione sia quelli del comune di Ascoli». Anche Ameli accusa: «Vorrei ringraziare -afferma il capogruppo dem- il candidato di Fratelli d’Italia Fioravanti per aver fatto scoprire che ben 30 progetti di ricostruzione presentati dai cittadini ascolani sono ancora fermi in Comune. Ma tutto ciò non ci meraviglia, dato che già tempo fa le pretestuose critiche del Sindaco pro tempore Castelli ci misero in chiaro la lentezza delle ordinanze da parte del comune di Ascoli. Fare campagna elettorale è lecito, farla sul terremoto è sicuramente inopportuno». Anche il candidato alla Camera, Antimo Di Francesco accusa: «Fa senza dubbio piacere -afferma- che esponenti politici come Giorgia Meloni si occupino di terremoto e di ricostruzione: è un dibattito importante che merita la massima attenzione e partecipazione da parte di tutti. Certo, che Meloni e il suo candidato locale Marco Fioravanti si ricordino adesso di questo tema è quantomeno sospetto: dov’erano Meloni e Fioravanti nei giorni della tragedia? Dov’erano quando si organizzavano i soccorsi? Dov’erano quando si pensava al futuro di queste terre martoriate? Sappiano, Meloni e Fioravanti, che non basta citare una passeggiata tra le macerie come testimonianza di un impegno che non c’è stato. La verità è che la destra, come al suo solito, specula sulle tragedie per ragioni meramente elettorali, alla ricerca di facile consenso in una situazione molto difficile. Noi del Partito Democratico ci abbiamo sempre messo la faccia: la differenza tra noi e loro è soprattutto questa. Noi ci siamo sempre, sia quando è facile sia quando è difficile. Loro arrivano soltanto quando c’è da fare basse speculazioni».














