di Franco De Marco

L’avvocato Roberto Cataldi, candidato del Movimento 5 Stelle nell’uninominale per la Camera, si presenta per la prima volta nell’agone politico con una mission molto netta:  semplificazione delle leggi. Figlio d’arte – suo padre, Mario, è stato sindaco Dc di Ascoli -, 58 anni, sposato, una figlia, laurea in Giurisprudenza con 110 e lode all’Università di Macerata, autore di numerose pubblicazioni a carattere giuridico, è conosciuto in tutta Italia per il suo blog studiocataldi.it,  il diritto quotidiano, con notizie giuridiche, guide legali, commenti di sentenze, consulenze e servizi vari. Un blog che registra 6 milioni di pagine visitate al mese e una community di 500 avvocati.

Quali sono i motivi per i quali ha scelto di candidarsi con M5S?

Roberto Cataldi

«In realtà è stato il team di Di Maio a farmi la proposta ed ho deciso di accettare la candidatura con i 5 stelle perché sono l’unica forza politica che vuole combattere seriamente contro gli sprechi della politica e la corruzione. Senza questo sforzo non è possibile recuperare le risorse per ridurre la pressione fiscale in Italia che ha raggiunto livelli insopportabili. Ho apprezzato soprattutto due aspetti del programma che considero prioritari: l’impegno ad eliminare tutte quelle disposizioni di legge che introducono troppa burocrazia complicando la vita di cittadini e imprese;  l’impegno a semplificare e velocizzare il processo civile. Su questo credo di avere i titoli e le competenze giuste per poter dare un valido contributo. E quando si parla di semplificazione posso dire che questo è proprio il mio mestiere.  Uno dei segreti del successo che ha avuto StudioCataldi.it è proprio legato al fatto che ho cercato di rendere semplice un diritto così terribilmente complicate».

Se sarà eletto lascerà la professione di avvocato e il suo blog di successo?

«Non lascerò la professione e non lascerò il sito: dovrò soltanto rafforzare il team e delegare alcune cose di cui attualmente mi sto occupando personalmente. C’è anche da dire che oggi nel sito non scrive solo la Redazione ma ci sono tanti contributi di colleghi esterni: si sono registrati come autori più di 500 avvocati».

Qual è il principale punto programmatico della sua eventuale presenza alla Camera?

«Vorrei lavorare innanzitutto alla semplificazione: meno burocrazia, fisco più semplice, processi più veloci dove la forma non prenda più il sopravvento sulla sostanza. Lavorerei anche sulla legge anticorruzione perché è lì che c’è molto da fare per recuperare risorse economiche e ridurre la pressione fiscale, altrimenti il rischio è di affidarsi ancora a quei “promettitori seriali” che da anni ci dicono di voler abbassare le tasse e non lo fanno mai proprio perché non hanno il coraggio di intervenire laddove ci sono delle grosse sacche di spreco di denaro pubblico».

Nei confronti della città di Ascoli e del Piceno quali sono i 3 impegni-proposte legislativi che prende con gli elettori?

«Se dovessi  entrare alla Camera presenterei subito tre disegni di legge. Il primo riguarderà il terremoto. Vanno senza dubbio snellite le procedure. Serve una legge quadro che stabilisca le regole prima che si verifichi un sisma e non certo quando si è già di fronte all’emergenza. E’ inaccettabile che si debbano aspettare due anni solo per fare la ricognizione dei danni. Ciò è avvenuto perché, se mancano delle regole di base, si deve far ricorso a una serie infinita di provvedimenti normativi postumi che richiedono tempo e che rallentano le operazioni. Ci vuole una legge quadro che dia disposizioni chiare, che preveda la possibilità per la protezione civile di avvalersi, se necessario, di una task force di tecnici abilitati che possano fare la conta dei danni in qualche settimana e non certo in due anni come è accaduto nel centro italia. Bisognerà fare tesoro di quanto accaduto affinché ciò non succeda mai più. Sono anche dell’idea che si debbano stanziare delle risorse da rendere disponibili in caso di calamità naturali. Il secondo provvedimento riguarderà la semplificazione e velocizzazione del processo civile e contestualmente l’eliminazione di norme che creano troppa  burocrazia. Sono cose che fanno fuggire le imprese e non vedo altro modo per far ripartire il lavoro anche nel nostro territorio. Dimezzare dei tempi di un giudizio civile è possibile. Ed è possibile farlo a costo zero, semplicemente eliminando tutte quelle incombenze inutili che fanno perdere tempo ad avvocati e magistrati. Sul discorso sanità il movimento 5 stelle sembra aver colto nel segno dato che i problemi più evidenti per i cittadini sono le liste di attesa e l’affollamento dei pronto soccorso. Si parla spesso di Ospedale Unico in questi giorni ma il tema (di competenza regionale) è complesso e credo che la priorità per i cittadini sia prima di tutto evitare lo smantellamento delle strutture esistenti. Oltretutto il diritto alla salute è riconosciuto dalla Costituzione come un diritto fondamentale dell’individuo e le scelte che si fanno in questo ambito devono essere necessariamente frutto di un processo partecipativo e non di un algoritmo che “legge dati”».

Come giudica l’azione del governo e della Regione Marche nei confronti delle popolazioni terremotate e quali correttivi intende portare avanti se sarà eletto?

«Probabilmente non erano pronti a fronteggiare l’emergenza. Ma siamo in un paese altamente sismico e non possiamo farci trovare impreparati. Bisognerà anche mettere in sicurezza gli edifici scolastici e soprattutto, oggi più che mai, velocizzare le pratiche della ricostruzione».

 La sua ricetta per far ripartire lo sviluppo economico nel Piceno?

«Siamo stati investiti da uno tsunami finanziario e il Piceno non è stato risparmiato ma la mia ricetta è sempre la stessa: 1)Recuperare risorse dagli sprechi della politica e dalla lotta alla corruzione per ridurre la pressione fiscale lavorando anche sul cuneo fiscale per rendere le imprese più competitive; 2) Attirare investimenti dall’estero rimuovendo quegli ostacoli di cui ho parlato (burocrazia e processi interminabili), 3)Formare di più i giovani alle nuove professionalità in ambito tecnologico dove ci sarà una crescente richiesta da parte delle aziende».

E’ favorevole o contrario alla ferrovia Ascoli-Antrodoco-Roma per collegare Adriatico e Tirreno?

«Può essere un’opportunità per il turismo ma anche per il commercio. L’importante è avere un occhio anche per l’ambiente».

Come giudica l’operato del sindaco Guido Castelli?

«Non mi piace dare giudizi sull’operato degli amministratori locali. E la mia candidatura è alla Camera, quindi non sta a me giudicare».

Oggi in Italia esiste un concreto rischio di movimenti neofascisti o razzisti?

«Tutto può succedere ma questo accade quando il mondo politico si preoccupa più di consensi che di dare risposte ai problemi dei cittadini».

Ritiene che oggi ad Ascoli e nel Piceno manchi un evento culturale identitario in grado di attirare un flusso turistico nazionale?

«Ascoli è una città ad altissima vocazione turistica, con un centro storico tra i più belli d’Italia. Eppure, la Quintana non basta. Nel passato abbiamo perso la possibilità di ospitare il Festival dei due Mondi. Dobbiamo invertire la rotta e far diventare Ascoli un volano turistico per tutto l’entroterra. E’ indispensabile organizzare una serie di eventi culturali e musicali di respiro internazionale, ma anche eventi che possano valorizzare le eccellenze enogastronomiche del nostro territorio».

Quanto ha previsto di spendere in questa campagna elettorale e come la sta realizzando?

«Il budget non è ancora definito. Però ho un mandatario perché sicuramente spenderò più di 2.500 euro. Non credo in ogni caso di investire molto. Credo più nella capacità delle idee di diffondersi. E’ quello che ho sperimentato quando ho iniziato a fare le prime pubblicazioni nel web».

 

 

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