di Luca Capponi
(foto di Cecilia De Dominicis)
“Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni. Gesù, ma chi li ha?”. Difficile non commuoversi alla fine di “Stand by me”, il film tratto da un racconto di Stephen King e interpretato, tra gli altri, dal compianto River Phoenix. Lo era all’epoca, metà degli anni ’80, lo è ancor di più oggi, che quell’età appare così lontana e allo stesso tempo pura, incantata, capace di custodire segreti, di tenere viva un’avventura, un viaggio. E chissà se ai tanti giovani presenti al teatro Ventidio Basso per la giornata d’esordio di “Cinesophia” sarà capitato di anche solo pensare a un tempo del genere. Il tempo dell’adolescenza vissuta in maniera così diversa, eppure così uguale: amori che esplodono, lotte, drammi, antipodi, ribellione.
Il tema, ben vasto, è stato affrontato e reso sul palco in “Non ti libererai di me”, lo spettacolo che ha chiuso la giornata d’esordio del festival voluto da Comune e associazione culturale Popsophia, in collaborazione con l’Ufficio Provinciale Scolastico. Una giornata, quella di venerdì 23 febbraio, iniziata nel pomeriggio con il varo officiato dal direttore artistico Lucrezia Ercoli, dal sindaco Guido Castelli, dal vice Donatella Ferretti e dal dirigente scolastico Carla Sagretti, a rammentare il tema di questa seconda edizione (il realismo magico) e i numi tutelari del dibattere (Ingmar Bergman e Federico Fellini).

Ferretti, Castelli ed Ercoli durante l’inaugurazione di Cinesophia 2018
Un Ventidio Basso gremito soprattutto di studenti e professori, visto che “Cinesophia” vale come corso di formazione riconosciuto a livello ministeriale. Tutti di notevole estro gli interventi dedicati alla cinematografia di Bergman di Andrea Panzavolta, Cesare Catà e Adriano Fabris, sospesi tra capolavori come “Fanny e Alexander”, “Il settimo sigillo”, “Il posto delle fragole” , “Come in uno specchio” e fili interconnessi a Walt Disney, Bresson, Shakespeare, Mozart.
In serata, poi, il “philoshow” che ha trovato nella Ercoli una traghettatrice degna, e negli interventi di Simone Regazzoni, Pamela Olivieri (voce recitante) ed ensemble Factory interpreti efficaci. Quest’ultimo si è rivelato abile nel riarrangiare pezzi epocali come “Smells like teen spirit” o “Mad World”, con Luca Cerigioni (tastiera e voce), Luca Cingolani (batteria), Ludovica Gasparri (voce), Anna Greta Giannotti (chitarra), Rebecca Liberati (voce), Matteo Moretti (basso), Matteo Paggi (trombone), Gianluca Pierini (tastiera e voce), Leonardo Rosselli (sassofono) e Mattia Zepponi (tromba), ad unire le trame di un discorso intenso e profondo che visto congiungersi Harry Potter e Coldplay, Stranger things e Dawson Creek, Wes Anderson, Thirteen, Donnie Darko e i Clash.

Un momento di “Non ti libererai di me”
Un contagio benefico di musica, filosofia, cinema, televisione, anni ’80 e ’90, banchi di scuola e lati oscuri.
Oggi si replica con la giornata dedicata a Fellini. Dalle 16 in poi in scaletta gli interventi di Roberto Mordacci, Andrea Minuz, Marcello Veneziani, mentre in serata, dalle 21,30, il philoshow bissa con “Il sogno – L’esistenza lucidamente onirica da Amarcord a Inception” con la stessa formazione dell’esordio, arricchita dalla presenza del professor Umberto Curi.
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