di Andrea Ferretti

Pensavamo di essercela scampata con le elezioni che hanno portato in Parlamento avvocati, impiegati comunali e commesse? Macchè. Le manovre per le comunali del 2019 sono iniziate da mesi, forse addirittura nel giorno stesso in cui Castelli venne confermato alla guida della città con una percentuale così alta che pure Silvio gli telefonò chiedendogli “ma come hai fatto?”. Silvio disse così perché ad Ascoli c’è passato forse solo per sbaglio, non sa manco bene dove si trova, cosa si fa da queste parti e, soprattutto, cosa può succedere.

Rachele Silvestri con Luigi Di Maio prima delle elezioni

La cantante Giusy Ferreri se avesse insistito col suo vero nome di Giuseppa Gaetana probabilmente lavorerebbe ancora nel supermercato di Milano dove faceva la cassiera. Altro che il talent show X Factor e poi la brillante carriera che sta percorrendo. Supermercato nel destino di chi avanza. Che poi la nuova parlamentare ascolana porti un nome di mussoliniana memoria (Rachele era la moglie del Duce) questo ovviamente è solo un caso. E che nel suo passato di musica ci siano solo le note delle chiarine della Quintana è solo una curiosità. Nelle manovre per “La corsa all’Arengo 2019” rispunta di nuovo la Quintana. Che è una rievocazione storica, ma soprattutto un prezioso serbatoio di voti, di quelli buoni per tutte le stagioni. In ballo ce ne sono alcune migliaia. Il concetto lo afferrò per primo quella vecchia volpe dell’ex sindaco Amedeo Ciccanti sul finire degli anni Ottanta, quando ancora non c’erano Albi di Sestiere da spulciare e nominativi da contattare e coccolare. In seguito, pian piano, l’hanno capito pure i suoi successori. Risultato: almeno quattro dei sei Sestieri della Quintana sono “a disposizione” in una sorta di “do ut des”. L’ultima volta è accaduto nel 2014 quando a maggio si votò per il Comune e a dicembre per i Sestieri. “Tu vota e fai votare a me o a chi ti dico io, che dopo io farò votare a chi mi dici tu” era (e sarà) il ritornello del coro composto da quintanari, candidati, futuri consiglieri e futuri assessori. Fra circa un anno qualche migliaio di ascolani tornerà alle urne. Lo farà per eleggere prima il consiglio comunale e, dopo qualche mese, i comitati di Sestiere. Dei Sestieri ci si ricorda in maniera così accorata solo quando si tratta di urne e schede. Eppure i sei Sestieri e il Gruppo comunale sono associazioni (no profit) che, messe insieme, ogni anno generano un movimento di denaro che supera abbondantemente il mezzo milione di euro. Più o meno quanto pochi anni fa costò il rifacimento del Campo dei Giochi, cioè il povero vecchio campo Squarcia che venne trasformato in una accozzaglia antico-moderno poi abbandonata a se stessa e funzionante solo pochi giorni l’anno.

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