«Ho paura che mi ammazzi o che mandi qualcuno a farlo». Con la voce ancora terrorizzata e rotta dal pianto una giovane donna ascolana, costretta a convivere con una grave disabilità, ha rivissuto in tribunale l’odissea patita a causa delle minacce e delle botte subite in più di un’occasione da un cinquantenne ascolano difeso dall’avvocato Silvia Morganti. I fatti risalgono al 2014 quando inizia la terribile escalation di violenza contro la donna assistita dall’avvocato Mauro Gionni.
Tutto avviene all’interno dell’abitazione di una coppia ascolana dove l’imputato conviveva. L’uomo, in particolare, è accusato di aver aggredito la donna colpendola con pugni al viso e al capo nonché sbattendola contro le pareti e i soprammobili e continuandola a colpire anche quando era inerme a terra. Nemmeno a presenza di un dispositivo medico necessario per la salute della ragazza, noto all’aggressore, era riuscito a fermare l’ira dell’uomo determinando per la vittima una prognosi di 30 giorni con traumi, lesioni, ecchimosi, contusioni. Alla base della violenza ci sarebbe stato un rifiuto da parte della donna ad alcune avances dell’uomo. La posizione dell’imputato è inoltre aggravata dalla condizione di grave disabilità della vittima impossibilita a difendersi e dalle ulteriori minacce di morte professate anche con l’uso di un cacciavite. Il processo è stato aggiornato al 25 giugno.
STALKING
Botte e minacce a ragazza disabile
In aula il racconto choc della vittima:
«Ho paura di essere ammazzata»
ASCOLI - La terribile escalation di violenza risale al 2014. In tribunale la testimonianza della donna difesa dall'avvocato Mauro Gionni
12 Marzo 2018 - Ore 23:48 - 100 letture
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